Rassegna Stampa

Arbitri di porta, la telelezione di Collina

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-12-2014 - Ore 12:14

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Arbitri di porta, la telelezione di Collina

Per capire l’importanza degli addizionali (i giudici di porta), non in concorrenza con la Goal Line technology, basterebbe rivedere lo speciale realizzato da Fabio Caressa, che SkySport1 ha trasmesso ieri sera: «Masterclass Collina». Il responsabile degli arbitri Uefa ha spiegato e analizzato alcuni episodi capitati in Champions League. Per la prima volta in Italia è stato possibile ascoltare le registrazioni audio dei dialoghi tra l’arbitro centrale, gli addizionali e gli assistenti, compresi quelli di Nicola Rizzoli con i suoi collaboratori, durante Arsenal-Bayern (0-2, ottavo di finale, 19 febbraio 2014). Collina ha insistito sull’importanza della «comunicazione e la collaborazione fra l’arbitro, l’addizionale e l’assistente. L’arbitro, in molte situazioni, è concentrato sullo sviluppo dell’azione, mentre in area succede altro, come un contatto tra due giocatori. Soltanto parlando tra loro, i giudici riescono a ricostruire istantaneamente l’azione e a decidere al meglio. Calci d’angolo e punizioni diventano situazioni complesse, studiate maggiormente dagli allenatori rispetto al passato, con situazioni di blocchi e potenziali falli. Per questo occorre, per gli arbitri, fare grandissima attenzione e agire come una squadra».

Quello che non succede, per esempio, nella serie A italiana, dove non c’è omogeneità nella scelta di comporre la «squadra», ma è evidente che il livello del gruppo arbitrale in Champions è di primissimo livello e si prepara con sistemi anche tecnologici molto sofisticati, a cominciare dalla piattaforma web Uefa che consente agli arbitri di studiare anche nei minimi dettagli le squadre che andranno a dirigere. Collina ha anche chiarito che «l’Uefa vuole ridiscutere la norma sulla chiara occasione da gol che, nel caso sia in area, punisce l’autore del fallo con rigore, espulsione diretta e squalifica. Oggi si puniscono così tutti i falli, anche quelli in cui c’è l’evidente volontà del giocatore o del portiere, di arrivare sulla palla. Se il tentativo è onesto basterebbero rigore e ammonizione. Se il fallo è volontario, rimarrebbe il rosso».

Fonte: Corriere della Sera

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