Rassegna Stampa

Arriva Donadoni, De Rossi prenota un altro dispiacere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-11-2015 - Ore 06:23

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Arriva Donadoni, De Rossi prenota un altro dispiacere

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Non s’è mai visto un film senza registi. Figurarsi se poi il film è strutturalmente condannato a riempire le sale e a vincere premi per non deludere, com’è la Roma di questi tempi. Il regista è necessario, sul campo. Il regista deve fare il suo lavoro. Per carità, per una volta può pure limitarsi a guidare gli altri dalla tribuna, urlando come uno spettatore in platea. Ma poi basta. Poi succede che Daniele De Rossi torna a comandare la Roma. I muscoli hanno smesso di fare capricci: non ci sono nazionali da gestire, interventi da limitare, scivolate da conservare. La giornata di ieri ha certificato il rientro a pieno titolo del capitano mai così capitano, mai così riferimento di un progetto nel quale crede a fondo: «È arrivato il momento di vincere lo scudetto», dice lui, che sente a pelle di essere al posto giusto nel momento giusto. Con la voglia appoggiata sul comodino vicino all’ansia di chiudere la sua storia giallorossa - presto o tardi che sia, il contratto recita giugno 2017 - senza aver mai cucito sulla sua maglia il tricolore. 
quell’incrocio De Rossi non ci dorme la notte, al pensiero. Non ci ha dormito neppure Roberto Donadoni, 89 mesi fa, 22 giugno 2008 [...] È tempo di regalare un altro dispiacere. De Rossi recupera giusto in tempo per affrontare il suo ex allenatore. E aggiungere un’altra casella a un curriculum che racconta questo: 10 partire contro i rossoblù in carriera, neppure una sconfitta, 7 vittorie e 3 pareggi. 
Con Conte Ma conta l’undici, conta la prossima. Conta il futuro: De Rossi vuole fare cronaca, la storia ormai non si tocca. Fosse per la storia, la sua maglia azzurra non sarebbe minimante in discussione. Sì, ma vallo a dire a Conte. Vallo a spiegare al c.t., che ha già fatto capire che i posti per l’Europeo 2016 sono tutti da conquistare. Conte che è rimasto male – eufemismo – per l’espulsione di De Rossi nella gara di Palermo contro la Bulgaria, due mesi e mezzo fa. E ora che Marchisio sta conquistando sempre più il cuore del c.t. come regista della Nazionale, il quadro è allo stesso tempo chiaro e poco rilassante. De Rossi è costretto a spingere. Bologna prima, Barcellona poi: tra lui e Keita, Garcia avrà finalmente da scegliere. Chi non sceglie è De Rossi: con lui in regia la Roma non conosce sconfitta. Con lui in regia, Garcia si sente garantito anche per quello che succede davanti a Szczesny [...] E poi De Rossi, mai passato in secondo piano. Mai così felicemente convinto di guidare, con la fascia al braccio, una Roma «condannata» ai primi posti, chiamata a vincere. E proprio come in quel film di alto livello: se il regista è così ispirato, è assai facile che gli incassi siano da primato. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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