Rassegna Stampa

È arrivato il momento in cui si deve cambiare davvero

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-09-2016 - Ore 06:58

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È arrivato il momento in cui si deve cambiare davvero

IL CORRIERE DELLA SERA - SCONCERTI - Qualcosa si è visto, anche se non molto, nella prima Italia di Ventura. Finché c’è stato spazio e il risultato era in equilibrio abbiamo tenuto il campo e avuto modo di giocare buon calcio. Quando la Francia ha segnato il secondo gol la partita è andata sul grigio. Non siamo squadra che può impostare, manca la qualità dei centrocampisti, aggravata dall’assenza di Bonucci dietro a tutti. È mancata anche l’importanza del risultato e la vecchia rabbia di Conte. Ventura ha gestito da vecchio maestro una partita quasi solo emotiva, non c’era niente in palio. Ha cercato equilibri, non ha portato spasimi. E senza una grande ragione la sua Italia, come quella di Conte, è abbastanza modesta. Direi che con la Francia si è chiuso il biennio precedente, quello che ci ha portato a un Europeo onorevole, non molto di più. Vedremo adesso le vere idee di Ventura e la qualità di ricambio del nostro calcio. L’impressione è che i vecchi si stiano annoiando senza che i giovani sappiano ancora divertirsi. Però è ora che la Nazionale cambi davvero, che cerchi una sua nuova strada. Non per vincere tutto, ma quasi solo per sopravvivere al suo nome. Un futuro c’è, stanno crescendo giocatori nuovi, penso a Verratti, Belotti, Pavoletti, Rugani, Romagnoli, forse Sensi, certamente Berardi, El Shaarawy, Pellegrini, Benassi. Vanno integrati e portati a una responsabilità internazionale prima che si pretenda troppo da una formazione che Conte ha letteralmente inventato sul suo esclusivo talento. Ventura è un buon maestro, sa parlare con i giocatori. Serve soprattutto questo in un momento non più di transizione ma di vera cesura tra vecchi e giovani. È il tempo più difficile per una squadra perché ognuno è costretto a difendere se stesso. Al di là delle buone parole, è quasi impossibile fare gruppo. Nel primo tempo Ventura ha cercato più il gioco in avanti che la forza della difesa, più manovra che contropiede. Uscito De Rossi è mancato l’unico riferimento di personalità, la Francia non ci ha più fatto giocare. Senza centrocampo sono scomparsi anche Eder, Pellè e Candreva, è stato sempre tutto uguale. Sono rimasti almeno il buon debutto di Rugani e quello di Donnarumma macchiato dalla valutazione sbagliata di un tiro scambiato per cross. Nel Milan non commette errori simili. La Nazionale non può ammetterli. Ma almeno in questo c’è tempo.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA-SCONCERTI

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