Rassegna Stampa

AS Roma, entra nel vivo la partita con la Uefa sul fair play finanziario

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-10-2014 - Ore 19:10

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AS Roma, entra nel vivo la partita con la Uefa sul fair play finanziario

Da adesso, sui bilanci delle società di calcio, non si scherza più: le squadre dovranno applicare il "fair play" non soltanto sul campo di gioco ma anche sul terreno finanziario. E tra queste c'è anche la AS Roma, che proprio oggi ha nominato come nuovo amministratore delegato Italo Andres Zanzi, e la cui partita sui propri numeri di bilancio è appena entrata nel vivo. I problemi per i club dai conti traballanti sono cominciati quando l'esecutivo della Uefa ha approvato, a livello europeo, un sistema di licenze per l'ammissione alle competizioni basato su tutta una serie di requisiti di natura sportiva, legale, infrastrutturale, organizzativa ed economica e finanziaria.

In particolare, il 18 maggio del 2012, il Comitato esecutivo della Uefa ha approvato il nuovo regolamento "club licensing and financial fair play regulations", entrato in vigore il primo giugno 2012 e che ha fissato i requisiti sportivi, legali, infrastrutturali, organizzativi ed economico finanziari ai quali i club si sarebbero dovuti uniformare entro la stagione 2013-2014, vale a dire la scorsa, al fine di partecipare alle competizioni europee per l'anno successivo, il 2014-2015. Il regolamento prevede un periodo di monitoraggio dell'andamento economico e finanziario delle società calcistiche per le stagioni sportive 2012-2013 e 2013-2014, al termine del quale il Cfcb (club financial control body), ossia l'organo di controllo dei club, valuta il possesso dei parametri prescritti dal fair play sui bilanci.

In base alle nuove regole, ciascun club deve presentare un bilancio consolidato, certificato da revisore esterno, che non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale, un patrimonio netto non negativo a livello consolidato, non deve avere alcun debito scaduto verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali, e deve rispettare la "break even rule" che prevede il pareggio di bilancio (inteso come la copertura delle spese con i propri ricavi per i due anni antecedenti ovvero, a regime, per i tre anni consecutivi precedenti la stagione per la quale si richiede la licenza Uefa).

Ora, il problema dell'As Roma è che il risultato aggregato del biennio 2011-2012 e 2012-2013 ha superato la soglia di un rosso di 5 milioni di euro, oppure 45 milioni in caso di ricapitalizzazione, definita dalla break even rule, senza contare che al 30 giugno del 2013 il patrimonio netto consolidato dei giallorossi risultava negativo, nello specifico per 66 milioni (contro gli 82 dello stesso periodo del 2014).

Ecco perché, proprio nel mese di ottobre di quest'anno, la "Magica" ha dovuto inviare maggiori informazioni sulla propria situazione finanziaria al Cfcb, che a sua volta - come spiega la relazione annuale sul bilancio dell'As Roma al 30 giugno appena depositata - potrà in un secondo momento "richiedere eventuali chiarimenti in contraddittorio per le valutazioni del caso". Tuttavia, chiarisce ancora il club giallorosso, "non essendo predeterminata una automatica applicazione di una sanzione a fronte di una violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione sarà assunta dal Cfcb alla conclusione degli approfondimenti". Insomma, non è chiaro se l'arbitro alla fine fischierà un fallo oppure no.

Le regole stabiliscono che l'organo di controllo della Uefa, al termine del periodo di monitoraggio, possa applicare uno dei seguenti provvedimenti: avvertimento, ammonizione, multa fino a 100mila euro, oppure può optare per il deferimento del caso alla camera arbitrale. Quale sorte toccherà alla Roma allenata da Rudi Garcia? Al momento non è dato sapere, perché la partita è aperta. Al punto che, si legge sempre nella relazione annuale di bilancio, "non è possibile prevedere se in futuro i requisiti per il rilascio della licenze Uefa saranno rispettati, né escludere che al fine di soddisfare i requisiti occorrenti vengano richiesti ai soci ulteriori mezzi finanziari". Gli azionisti, insomma, sono avvisati, e in particolare il primo socio americano James Pallotta (attraverso il veicolo Neep Roma holding).

Fonte: Repubblica.it/Carlotta Scozzari

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