Rassegna Stampa

Balbo: «Su Dzeko troppe pressioni. Giochi di più per sé»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-03-2016 - Ore 07:25

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Balbo: «Su Dzeko troppe pressioni. Giochi di più per sé»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Quattro anni ad Udine e 69 gol totali, una stagione in più a Roma con un bottino di reti anche più ricco, in tutto 87. È gran parte della storia italiana di Abel Balbo, da ieri a Udine per assistere alla sfida di oggi pomeriggio. Del resto, Udinese-Roma è davvero la sua partita, tra una città che gli ha aperto le porte dell’Italia e l’altra che l’ha coccolato e definitivamente adottato. 

Qual è il suo ricordo più bello in bianconero e in giallorosso?

«Di certo lo scudetto con la Roma è stato unico, ma anche i 21 gol dell’ultimo anno all’Udinese che valsero la salvezza. Oggi però è tutto diverso: i bianconeri sono una realtà europea per struttura e organizzazione, i giallorossi sono passati da una gestione familiare, passionale a una aziendale. Questo non è più il calcio dei valori, dei sentimenti. E questo mi dispiace». 

Che gara si aspetta oggi?

«Difficile per entrambe. La Roma è più forte, è ovvio, può e deve ancora credere anche al secondo posto. Ma l’Udinese lascerà l’anima sul campo, non può permettersi altri passi falsi. Direi attenzione, in alcuni casi la disperazione per la salvezza ti dà più motivazioni di una rincorsa alla Champions...». 

Quanto ha inciso Spalletti e dove ha sbagliato Colantuono?

«Spalletti sicuramente tanto, al di là delle 7 vittorie: giocarsela alla pari con il Real al momento del sorteggio era impensabile. L’Udinese invece non penso abbia grande qualità. E ora servono gli uomini veri, i leader». 

La situazione di Totti?

«Capisco il suo malessere, l’ho vissuto anche io. Quando non sei più protagonista come prima è difficile da accettare. Ma lui deve trovare serenità e restare alla Roma fino alla fine». 

È giusto insistere su Dzeko?

«Quando guadagni quelle cifre devi fare la differenza. Secondo me resta un giocatore forte, ma non sta rendendo come dovrebbe. Mi sembra creda poco in quel che fa, dubiti, abbia poca fiducia in se stesso, lo si capisce dal fatto che gioca ripiegando spesso. E quando è così un centravanti sbaglia il doppio». 

Ma dove è stato l’errore finora?

Secondo me soffre la piazza a livello caratteriale. Al City e al Wolfsburg era diverso, qui è invece arrivato come l’uomo da venti gol a stagione, quello che avrebbe dovuto consegnare lo scudetto alla Roma. Troppa responsabilità gli ha fatto evidentemente male di testa». 

Da centravanti a centravanti, che consiglio gli darebbe?

«Quello che diedero a me: crederci ancora più di prima, giocare più dentro l’area di rigore, perché è lì che puoi trovare il gol che ti può sbloccare. Ne serve uno importante, quello al Real Madrid lo sarebbe stato». 

Chi è secondo lei il giocatore da Champions della Roma?

«Sotto il profilo tecnico Pjanic è il migliore, ma è discontinuo, non capisco cosa abbia. Allora dico Nainggolan, uno che ti dà sempre qualcosa di buono». 

Per chiudere, lei Sabatini lo terrebbe ancora?

«Decideranno lui e Pallotta. Di certo ha fatto ottime cose ma anche cose molto sbagliate. Il mercato con Iturbe, Doumbia e Spolli è stato terribile...». 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Pugliese

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