Rassegna Stampa

Baldissoni: "Vinciamole tutte e vediamo…"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-04-2014 - Ore 08:31

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Baldissoni:

«Vincerle tutte, vincere sempre». La parola d’ordine a Trigoria è crederci. Mauro Baldissoni è sulla stessa linea d’onda di Rudi Garcia che dopo la partita col Sassuolo aveva confessato di sperare che il Napoli battesse la Juventus. Detto, fatto. Il giorno dopo, con i bianconeri usciti sconfitti dal San Paolo, ad alimentare la voglia di vertice dei romanisti ci ha pensato il direttore generale giallorosso. «Il nostro obiettivo è quello di fare più punti possibile» ha detto ieri Baldissoni a Radio Anch’io Lo Sport. Nella lunga intervista rilasciata alla trasmissione di Radio Rai il dg giallorosso ha parlato anche del nuovo stadio della Roma, fissando una data di inizio lavori: «L’obiettivo è scavare sul terreno per dicembre 2014 o gennaio 2015. La difficoltà della burocrazia non deve diventare un alibi per l’insuccesso. Sappiamo che il tempo minimo sono due anni, vogliamo metterci due anni». Ecco l’intervista integrale:

Si è fatto un’opinione sull’episodio del rigore a Sassuolo? L’impressione che sembra essere stata confermata dagli arbitri è che dalla visuale di Rizzoli non era rigore, mentre forse Peruzzo, l’addizionale, aveva un dubbio e quindi, non fidandosi della prospettiva di Peruzzo, Rizzoli non era incline a fischiare, ha chiesto ai giocatori e ha avuto un po’ una conferma. Forse il conciliabolo è durato un po’ troppo, ma serviva a Rizzoli a stemperare gli animi.

Garcia ha sempre detto di credere alla possibilità di agganciare la Juve. È realistico l’obiettivo? È legittimo sperare? Legittimo certamente. Molto più banalmente il nostro obiettivo è quello di fare più punti possibile e di cercare di vincerle tutte, fino ad oggi abbiamo dimostrato di essere in condizione di farlo. È ovvio che avere una forte motivazione aiuta a vincerle tutte, direi che tentare di prendere la Juve è una motivazione più forte che tentare di mantenere la distanza dal Napoli.

Lei è più ottimista guardando alla Juve o timoroso guardando al Napoli? Io sono ottimista rispetto al fatto che la Roma può continuare a dimostrare di poterle vincere tutte. Poi riprendere la Juve dipende dalla Juve stessa, quindi non possiamo che sperare. Rispetto al Napoli dobbiamo continuare a fare le nostre partite, dipende da noi tenerli dietro.

La Roma ha fatto un mercato perfetto. Sabatini ha mano libera ampiamente? C’è una forte consultazione con club e allenatore? Come si muove per dimostrare questa efficacia straordinaria? Intanto pensiamo che Sabatini sia eccellente nel suo lavoro, quindi gli diamo il compito di guidare le scelte da un punto di vista tecnico. È ovvio e necessario che ci sia una consultazione costante con il resto della società e con l’allenatore per la conferma delle indicazioni tecniche. Il compito di un bravo ds è quello di scegliere giocatori funzionali a vincere le partite e che al contempo costituiscano un patrimonio per la società. Sabatini è bravissimo in questo. Come abbiamo visto la scorsa estate, se si hanno giocatori che costituiscono un valore sia tecnico sia patrimoniale, si possono poi sostituire con un beneficio economico reinvestibile in altri giocatori.

La Roma sta costruendo una squadra di grande livello con un allenatore produttivo. Ma sembra aver abbandonato il proprio glorioso e fertile settore giovanile. Questa tendenza diventerà definitiva? Mi spiace contraddirla, ma stiamo facendo esattamente il contrario. Stiamo investendo molto di più di quanto non si facesse prima, perché siamo convinti che il futuro delle società professionistiche per quanto riguarda la sostenibilità economica sia quello di rafforzare la capacità di formare talenti, di produrli in casa. È fin troppo evidente che formare un talento in casa ha un costo inferiore rispetto ad acquisirlo formato sul mercato. Stiamo allargando la nostra presenza come settore giovanile nella città, abbiamo sviluppato degli accordi con alcune realtà cittadine che fanno un calcio giovanile di altro livello e sono diventate accademie AS Roma, in modo da poter esportare una nostra metodologia di insegnamento sviluppata all’interno di Trigoria anche in altre realtà, così da tenere molti più giocatori sotto controllo, formandoli secondo i nostri principi. Detto questo, è evidente che i giocatori devono essere bravi, italiani o stranieri che siano, per ottenere un risultato. La differenza la fanno le qualità dei giocatori.

C’è un giallo sulla firma di Garcia? O siamo noi che ce lo inventiamo? Giornalisticamente sono tematiche molto più interessanti di quanto lo siano nella realtà. L’allenatore ha un altro anno di contratto, la sua situazione è stabile e c’è tutto il tempo che vogliamo per rinnovarlo e per discuterne. Come abbiamo detto più volte, abbiamo tutte le intenzioni di tenere Garcia, così come Garcia si trova benissimo a Roma e ha intenzione di restare. Mentre per quanto riguarda un giocatore può esserci un problema se non c’è una stabilità contrattuale ed implica dover scegliere se tenerlo o venderlo in prossimità della sua scadenza, per un allenatore non è certamente così. Quindi non è che andremo sul mercato a vendere Garcia! Il tempo per rinnovare c’è.

Progetto stadio. Marino invoca tempi stretti ma dice che non sorgerà se non con tutte le infrastrutture. Due considerazioni. Intanto il nostro progetto non nasce con la presentazione di mercoledì. La società sta lavorando da due anni, ha valutato più di cento aree, la scelta dell’area ha scontato diverse verifiche e diversi passaggi. Quindi è un tempo acquisito che non va dimenticato. Per quanto riguarda la previsione dei tempi, sì ristretti ma compatibili con lo scenario normativo per le autorizzazioni, penso che noi dobbiamo affrontare questi grandi progetti con questo tipo di spirito, non vorrei che dire “sì ma in Italia si sa come vanno le cose e i tempi sono più lunghi del previsto” diventasse un alibi per non fare le cose. La difficoltà della burocrazia non deve diventare un alibi per l’insuccesso. Sappiamo che il tempo minimo sono due anni, vogliamo metterci due anni.

Qual è il primo atto necessario per dire “siamo partiti”? Ripeto, noi siamo già partiti, la selezione dell’area è già avvenuta attraverso un lungo vaglio di due anni. Questo ci pone già in una posizione di vantaggio rispetto alla fase esecutiva.

Ma è un’area che deve essere ancora acquisita… Contrattualmente tutti i passaggi che riguardano il proprietario dell’area, che è lo sviluppatore immobiliare, sono stati raggiunti, non abbiamo nessuna preoccupazione di questo tipo. Ora il passo successivo è la presentazione ufficiale tecnica al Comune del progetto completo. Ma anche questo si è formato attraverso una lunga consultazione con le autorità comunali. Dopo partono i tempi previsti dalla nuova Legge sugli stadi, che ci può dare una mano nel contingentamento. L’obiettivo è scavare sul terreno per dicembre 2014 o gennaio 2015.

L’impegno che a dicembre/gennaio si comincino i lavori è un punto importante di partenza. Ce lo auguriamo. Lo speriamo tutti credo sia importante per questa città e per questo Paese, oltre che per la nostra squadra.

Chen Feng, a che punto è la marcia di avvicinamento? Anche questo è più un argomento mediatico che reale. Sappiamo che Unicredit ha ricevuto un interessamento per discutere dell’eventuale acquisizione di una parte della sua partecipazione, lo abbiamo appreso direttamente dal socio, ma è un problema che non coinvolge la società ma eventualmente la proprietà. Come ha detto il presidente Pallotta la settimana scorsa, in questo momento non è una discussione che lui ha in corso.

Fonte: IL ROMANISTA

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