Rassegna Stampa

Balzaretti dice no alla moviola in campo: "Ci fidiamo dell'arbitro"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-11-2014 - Ore 17:14

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Balzaretti dice no alla moviola in campo:

Porta i pantaloni col cavallo basso come la moda comanda e sfoggia un look casual, ma è come se avesse già al collo la cravatta da dirigente. Federico Balzaretti, ospite del programma di Radio2 «SuperMax», condotto da Max Giusti e Gioia Marzocchi, ha schivato i temi strettamente legati al campo, nonostante si trattasse d’attualità a meno di 24 ore da Cska-Roma, ma ha fatto cenno alla partita per trattare la sua linea filo-societaria: «Del calcio moderno cambierei la mentalità. Oggi è tutto legato al risultato, alla vittoria e alla sconfitta. Ma la vittoria non è tutto, deve arrivare se dietro c’è un progetto di crescita. Non ha senso se sporadica e casuale. La società sta lavorando strabene, se si vince o si perde, oppure si pareggia all’ultimo secondo come ieri, non è la cosa più importante. La gente deve capire qual è il vero obiettivo di una società di calcio. Se i giornali continuano a scrivere che se perdi è tutto sbagliato e se vinci invece è tutto bellissimo, allora non va bene».

Il terzino fermo ai box da oltre un anno per un’ostinata pubalgia forza qualche concetto per arrivare a dire quanto sia importante costruire solide basi, soprattutto tramite i settori giovanili e le Academy: «La prima cosa che farei è un progetto dedicato ai giovani, portando i calciatori professionisti nelle scuole. Il calciatore deve essere un esempio, perché se una cosa la dice Balzaretti ha un certo valore rispetto alla stessa cosa detta da un altro, e fare un percorso scolastico coi bambini può essere un investimento per il futuro. Si potrebbe farlo come Lega Calcio. Puntare a comprare solo campioni, in dieci anni, ha portato all’abbassamento del livello del calcio italiano. Mentre investire sui giovani ci può far tornare ad esser grandi, come dieci o quindici anni fa. Bisogna spiegare al tifoso perché, ad esempio, se quest’anno non compro un giocatore è perché sto costruendo lo stadio». Un altro tema affrontato negli studi Rai di via Asiago a Roma è la moviola e stavolta Federico prende le distanze dalla linea dettata da Garcia, grande sostenitore della tecnologia: «Io sono contrario, si perderebbe lo spirito del calcio.Forse la userei giusto per il gol non gol. Per il resto, come gli episodi in area, ci fidiamo dell’arbitro». La sconfitta per 3-2 allo Stadium non ha scalfito le sue convinzioni, nonostante i tre gol discussi della Juventus che per ora spostano gli equilibri del campionato verso Torino.

Fonte: iltempo.it - Erika Menghi

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