Rassegna Stampa

Bate e Napoli sfide senza ritorno ma i 6 gol non scuotono la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-11-2015 - Ore 07:41

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Bate e Napoli sfide senza ritorno ma i 6 gol non scuotono la Roma

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Per la filosofia ci sarà tempo. Adesso la Roma deve sporcarsi le mani con una realtà molto prosaica: il quarto posto in campionato; l’1-6 di Barcellona che fa il tris delle disfatte con l’ 1-7 contro il Manchester United (10 aprile 2007) e l’1-7 contro il Bayern Monaco (21 ottobre 2014); la qualificazione agli ottavi di Champions League da giocarsi il 9 dicembre, all’Olimpico, contro il Bate Borisov. 
I «riportini» (copyright Spalletti) parlano di un James Pallotta infuriato. Ha telefonato a Baldissoni e Sabatini dopo la partita, chiedendo spiegazioni. Come capita quasi sempre alla Roma, il riflesso economico si mischia a quello tecnico: la rabbia per il danno di immagine veicolato all’estero è superiore al dato sportivo. Pallotta sarà presente a Roma-Bate Borisov, dopo lunga assenza dall’Olimpico. È stato lui, quest’estate, decidendo il preparatore atletico, a far partire il depotenziamento di Garcia dentro Trigoria. 
C’è una tangibile sensazione di precarietà intorno al tecnico, ma il miglior alleato del francese è proprio il calendario: il 9 dicembre la Roma si gioca almeno 20 milioni da mettere in bilancio, quattro giorni dopo affronterà il Napoli, al San Paolo, in una partita che può dire molto in chiave scudetto. 
Fino al 13 dicembre è tutto congelato, perché cambiare guida tecnica adesso sarebbe più rischioso che continuare con Garcia. Dopo, però, se le cose dovessero precipitare, nemmeno il contratto lunghissimo (giugno 2018) e oneroso (2,5 milioni netti a stagione) sarebbe un’assicurazione sulla panchina del tecnico. 
In quattro giorni si farà il futuro della Roma, ma prima ci sono due impegni non semplici, in casa contro l’Atalanta e in trasferta contro il Torino. È chiaro che la Roma vista a Barcellona non può battere nessuno. I problemi sono infiniti. Keita e Maicon hanno mostrato tutte le ruggini dell’età. Uçan in campo è sembrato uno sgarbo a Sabatini e il turco ci ha messo del suo con uno dei falli più assurdi mai visti su un campo di calcio, provocando un rigore pochi secondi dopo essere entrato. Dzeko, che ha sbagliato un quasi-gol e un rigore, è comunque stato abbandonato a se stesso. A Pjanic è stato chiesto per lunghi tratti di fare quello che fa peggio: la seconda punta. I numeri della difesa sono terrificanti: 16 gol subiti in Champions League, 31 nelle 18 gare ufficiali stagionali. Tra i senatori giallorossi, a fine gara, c’è chi ha notato e poco gradito (eufemismo) lo scatto di Iturbe e Uçan per combattersi lo scambio con la maglia del campione dei campioni, Lionel Messi. 
Da Trigoria fanno filtrare il «solito» confronto a muso duro di Garcia con i calciatori. È un ritornello che parte dopo ogni sconfitta pesante, a uso e consumo dei tifosi. Dentro la Roma, invece, è proprio la «sana» rabbia che manca. È quasi impossibile commettere un fallo mentre si ha il pallone, eppure il Barça ha avuto un possesso del 70,9% ma ha lo stesso fatto un fallo in più dell’avversario: 13 contro 12. 
Florenzi è per Sabatini un terzino «più forte di Dani Alves», ma Garcia mette in quel ruolo Maicon o Torosidis. Castan ha giocato 90’ a Verona (22 agosto) e 90’ contro l’Empoli (17 ottobre), poi è scomparso dalle rotazioni e adesso sta chiedendosi se continuare a fare la riserva di Ruediger o ricostruire la sua carriera altrove. Sabatini aveva detto che a gennaio la Roma non aveva bisogno di tornare sul mercato, ma sta diventando più possibilista. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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