Rassegna Stampa

Batte forte il cuore giallorosso. Anche nel centro di New York

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-12-2013 - Ore 09:34

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Batte forte il cuore giallorosso. Anche nel centro di New York

«Vediamo sempre le partite insieme, noi del Roma club New York, e i tifosi delle altre squadre. E così faremo per l’incontro col Milan». L’avvocato Giovanni Peluso, romano e tifosissimo di Totti e compagni, si è trasferito nella Grande Mela 23 anni fa per uno stage. Poi, c’è rimasto e, adesso, è un punto di riferimento professionale per tutti gli italiani che vogliono fare affari immobiliari o cercano una consulenza specialistica negli Usa. Pur dall’altra parte dell’oceano, non ha mai smesso di sperare («Più spesso di soffrire») per le sorti della Magica. Sei anni fa ha fondato il Roma club di New York, che conta oltre 250 iscritti («Ma con questi risultati sono in continuo aumento»), molti dei quali volti noti nel nostro Paese (e non solo): da Sabrina Ferilli al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, al presidente della Bnl Luigi Abete.

E la tessera numero 1 è del «Pupone» Totti, pronto a tornare in campo proprio a San Siro. Quando sono di passaggio nella metropoli americana, i fan più o meno famosi della squadra sanno dove possono vedere in tv gli incontri. «Con Pallotta adesso ci sentiamo un po’ a casa», sottolinea Peluso. «È stato nella sede del club qualche tempo fa e mi ha promesso che tornerà per vedere una partita. Ma finché va all’Olimpico e vinciamo, va bene così...». L’avvocato è una sorta di enciclopedia del calcio. E snocciola ricordi: «Mio padre era grande tifoso del Napoli. Sa quando sono andato la prima volta all’Olimpico? Avevo dieci anni, era il 2 aprile del 1972. Partita Roma-Napoli: vincemmonoi con un gol di Cappellini. Una cosa non dimenticherò mai di quel giorno: c’era un camion pieno di tifosi del Napoli con un asinello. Che tifo, altri tempi...». Peluso abbandona il passato e si proietta sul futuro: «Quest’anno l’ultima partita del campionato sarà in trasferta, col Genoa. Ho già prenotato un volo, diciamo che attorno a quel 18 maggio prossimo sarò in Italia per motivi di lavoro... », sorride sornione. Nessuno pronuncia la parola, nemmeno l’avvocato-ultrà: ma il suo pensiero va all’8 maggio del 1983 quando la Roma di Liedholm e Falcao pareggiò con il Grifone in quel di Marassi e conquistò matematicamente il secondo scudetto. Trent’anni fa, stesso stadio

Fonte: Corriere della Sera

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