Rassegna Stampa

Benatia, l’agente: “Non vuole andare via”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-05-2014 - Ore 08:43

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Benatia, l’agente: “Non vuole andare via”

In tempo di calciomercato, la fiera dei sogni dei tifosi, si può scrivere e dire (quasi) di tutto perché tutto ha (quasi) sempre un senso. E, poi, in caso di obiezione basta tirare in ballo un procuratore-fantasma o un diesse psuedo-amico per rivendicare la classica fonte, affidabile e ovviamente anonima. Al tempo stesso, durante il mercato si spazia dall’indiscrezione alla soffiata fino alla notizia con una facilità irrisoria. Quello ha detto, quello pensa, quello vorrebbe: tutto (o quasi) è buono. E al tempo stesso opinabile, se non c’è la dovuta ciccia. Quando, però, c’è un video, un’intervista, un documento filmato è impossibile dire che il virgolettato del protagonista non sia vero. Oppure che ci sono stati malintesi e fraintendimenti. L’agente di Mehdi Benatia, l’inarrestabile Moussa Sissoko, è invece riuscito nella complicatissima, quasi impossibile impresa di smentire il contenuto dell’intervista, video più audio, che il difensore della Roma ha rilasciato il 23 maggio al portale Koora.com. «Precisiamo che Mehdi non ha detto di voler andar via. Si è limitato, a domanda precisa sulla Roma e il suo contratto, a rispondere che gli è stata fatta un’offerta ed è stata rifiutata. E allora? Non c’è niente di male, è solo la verità. Ma questo non vuol dire che se ne andrà anche perché, faccio presente, è la Roma la titolare del cartellino del giocatore ed è il club a decidere», la prima parte del suo sfogo(sfogo?) a Tuttomercatoweb.com. Poi, il colpo di scena. «Anche qui si è strumentalizzato tutto (riferito alle parole del giocatore e alla reazione del club, ndr). Mehdi non ha detto che sogna di andare al Barcellona, al Bayern o al Manchester City. E’ chiaro che l’interesse di questi club lo lusinga e questo mi sembra una cosa normale. Da questa intervista sono stati alimentati degli equivoci». Passo e chiudo. A dire il vero, c’è poco da strumentalizzare, se/quando uno dice «a Roma sto bene, ma a 27 anni devo riflettere sulle grandi proposte di club che sono il sogno di ogni giocatore: Barcellona, Bayern, Manchester City». E ancora, stavolta a Calciomercato.it. «Se ci sarà una partenza, sarà solo per una decisione della Roma».

BLUFF E CONTRO BLUFF
Ma la telenovela va avanti, e ogni giorno di arricchisce di nuovi personaggi. Sissoko ha tenuto anche a far sapere di non essere andato l’altro giorno a Barcellona, ma si è dimenticato di aggiungere che uno dei suoi collaboratori, quindi uno dei manager di Benatia, vive a Barcellona e che, perciò, ci può esser stato ogni tipo di contratto. Anche se Luis Enrique vuole Marquinhos. In realtà, il Paese che maggiormente tiene i fari puntati su Mehdi è l’Inghilterra, attraverso il Chelsea e il Manchester City. A tal proposito, occorre segnalare che Benatia non sarebbe molto felice di trasferirsi a Manchester mentre la soluzione Londra lo soddisferebbe in pieno. Dato che il suo cartellino è di proprietà della Roma, è impensabile che – in caso di cessione – possa scegliere (anche) la squadra, dettando condizioni e modalità. E la Roma? Il dg Baldissoni e il ds Sabatini sono tornati ieri nella capitale e l’uscita di Sissoko sembra non averli minimamente toccati, avendola valutata come il tentativo disperato di evitare un clamoroso autogol. Staremo a vedere.

OCCHIO AL PIEDE
Tra un silenzio e un urlo, la Roma continua a cercare un difensore centrale al di là della presenza in rosa nella prossima stagione di Benatia, sapendo da ieri che non si possono più fare comproprietà per volere della Figc. Sabatini sta trattando con il San Paolo il prezzo (5,5 milioni) di Toloi, ad esempio, e segue diverse piste, italiene e no: Lovren, croato del Southampton, Basa del Lille, Astori del Cagliari, il belga Vertonghen del Tottenham e il rumeno Gardos della Steaua, oltre all’altro belga Vermaelen dell’Arsenal, l’italoargentino Paletta del Parma e il francese Mangala del Porto. Più probabile l’arrivo di un destro piuttosto che di un mancino, visto che ci sono già Castan e Romagnoli.

Fonte: IL MESSAGGERO - FERRETTI

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