Rassegna Stampa

Benatia, è clima derby «Mi sento giallorosso. La Lazio? Già battuta»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-06-2013 - Ore 08:30

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Benatia, è clima derby «Mi sento giallorosso. La Lazio? Già battuta»

(Gazzetta dello Sport – L.Bianchin) Mehdi Benatia non è uno di quelli che… «per questa squadra tifo da sempre, sognavo di trasferirmi qui». Mehdi Benatia sta per firmare con la Roma e può dire di avere sempre avuto simpatie giallorosse. La prova numero 1 è un tweet (in francese) dell’8 aprile 2013: «Questa sera derby… io dico che vince la Roma». Il testimone numero 1 è Pinzi: «Lui è laziale e io lo prendevo in giro — dice ora —. Gli ho sempre chiesto come facesse a non tifare Roma».
Allora è tutto fatto?
«No, non ho ancora firmato. Aspetto che la Roma definisca i dettagli con l’Udinese». 

Però l’accordo c’è.
«C’è. Io ho solo una parola e l’ho data alla Roma. Non voglio fare nomi, ma ho rifiutato la Champions e detto no ad altre due italiane (una è il Napoli, ndr ) che mi seguivano». 

Stanco di Udine?
«L’Udinese è fantastica. Ti seguono sempre, se i miei figli stanno male il dottore arriva a casa anche alle 2 di notte. Una sola volta ho chiesto la cessione: nel 2011 mi voleva il Psg ma Gino Pozzo ha detto no. Aveva ragione». 

Ora Roma: Totti, il derby, Rudi Garcia…
«Non conosco Garcia di persona ma Totti è probabilmente uno dei pochi giocatori più forti di Di Natale. Anche se i miei preferiti sono Vidal e De Rossi: gente di carattere». 

Resta il derby.
«Con l’Udinese sono sempre arrivato davanti alla Lazio. E loro da noi hanno sempre perso». 

Tattica: difesa a 3 o a 4?
«Io ho sempre giocato a 4 sul centro-destra, ma a Udine ho imparato a giocare a 3. Mi so adattare: guardo decine di partite per seguire gli amici». 

Come, «decine di partite»?
«Sì, vivo di calcio. Sono cresciuto nelle banlieue di Parigi, non mi è mancato niente ma il calcio era l’unico modo per uscire da lì. Giocavo anche la sera con gli amici in strada». 

Adesso invece la vita di Benatia sembra regolata dalla religione. Da una intervista: «Sono musulmano, prego cinque volte al giorno».
«Vero. Prima dell’alba, a pranzo, alle 15, al tramonto, prima di dormire. Però non sono rigido con gli orari e non faccio il ramadan. È una cosa personale, ma per me le basi sono rispetto per tutti e pace». 

Allora quella fama da cattivo, da difensore duro?
«Esagerata. In carriera non sono mai stato espulso. Certo, ci sono andato vicino mille volte perché un difensore non può stare a guardare gli avversari che dribblano. Un difensore deve aggredire, un difensore deve fare paura».

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