Rassegna Stampa

Blatter, c’è aria di ripensamento. Un giornale svizzero annuncia «Africa e Asia vogliono che resti»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2015 - Ore 07:42

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Blatter, c’è aria di ripensamento. Un giornale svizzero annuncia «Africa e Asia vogliono che resti»

CORRIERE DELLA SERA - MONTI - E se Joseph Blatter ritirasse le dimissioni da presidente della Fifa, che aveva annunciato alle cinque della sera di martedì 2 giugno? Non è un’ipotesi fantacalcistica, perché ad avanzarla è stato Schweiz am Sonntag: citando fonti anonime, ma vicine al n.1 della Federcalcio mondiale, il domenicale svizzero ha scritto che i messaggi di forte sostegno da parte delle Confederazioni di Africa (56 Paesi aderenti) e Asia (46), con la richiesta di rimanere alla guida della Fifa, starebbero spingendo Blatter a un ripensamento. Il fatto che la Fifa non abbia né confermato, né smentito la notizia, rinviando il tutto alle parole di Blatter del 2 giugno, dimostra che non si tratta di un’invenzione, anche perché le due confederazioni contano 102 voti su un totale di 209. È più probabile che il presidente voglia valutare le reazioni a un possibile passo in avanti, dopo quello indietro di due settimane fa e la notizia può aiutarlo a capire che cosa potrebbe accadere.

Visto dalla parte di Blatter, il fatto che lo scandalo si sia allargato a dismisura, coinvolgendo tanti dirigenti e persino qualche sponsor, dimostrerebbe che non poteva essere lui, da solo, a giocare contro tutti e a fermare la valanga della corruzione. Oppure che le riforme indicate come necessarie durante il congresso elettivo (29 maggio) e in coincidenza con l’annuncio delle dimissioni di quattro giorni dopo, hanno bisogno della regia di chi conosce tutto di questo mondo: lui stesso, visto che lavora alla Fifa dal 1974 e che la presiede dal 1998. L’obiettivo di Blatter potrebbe diventare quello di presentarsi, con un colpo di mano, come il «pacificatore della grande famiglia del football», visto che la prossima elezione sarà tutt’altro che indolore.

L’Europa da mesi pretende un cambio deciso di strategia (a gennaio era nata la candidatura del principe Ali); Asia e Africa non sembrano intenzionate a votare il candidato dell’Uefa, per non sentirsi «espropriate». Le intenzioni di Blatter, però, hanno trovato subito uno stopper nel presidente del Comitato etico e della commissione elettorale, Domenico Scala: «È indispensabile dare seguito all’avviato processo di cambiamento della leadership, così come è stato annunciato». In questo senso, c’era stato un lungo incontro nei giorni scorsi fra lo stesso Blatter e Scala. L’Esecutivo della Fifa si riunirà il 20 luglio per decidere la data delle nuove elezioni e del nuovo congresso straordinario. La Bbc aveva ipotizzato, come data possibile, quella del 16 dicembre, ma è possibile che la scelta del successore di Blatter slitti al 2016. Qualunque siano i piani del presidente, la sua uscita di scena, così differita nel tempo, non sarà morbida; è in atto una guerra di potere, che può avere sviluppi già indicati dallo stesso Blatter il 28 maggio, all’apertura del congresso: «Arriveranno altre cattive notizie». E non è detto che sia peggio per lui.

 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - MONTI

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