Rassegna Stampa

Blatter e Platini, ultima spiaggia A Zurigo tira una brutta aria

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-02-2016 - Ore 07:30

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Blatter e Platini, ultima spiaggia A Zurigo tira una brutta aria

CORRIERE DELLA SERA - DE CAROLIS - E venne il giorno. Quello del secondo giudizio per Michel Platini e Joseph Blatter. Il presidente dell’Uefa andrà alla sbarra oggi a Zurigo e stavolta, a differenza di quanto accaduto nel processo di primo grado chiuso con una squalifica a 8 anni, si presenterà davanti alla Commissione d’appello. Non troverà più il giudice tedesco Hans-Joachim Eckert. A decidere sarà Larry Mussenden, presidente della Federcalcio delle Bermuda. Domani toccherà a Blatter. La sentenza è attesa entro venerdì. 
In primo grado, la Camera arbitrale del comitato etico non fu indulgente con i due, finiti sotto processo per il pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri effettuato nel febbraio 2011 da Blatter a Platini. Entrambi hanno sempre sostenuto che si trattava del saldo di una consulenza svolta tra il 1999 e il 2002, quando l’ex juventino lavorò come direttore tecnico per la Federcalcio mondiale. Il Comitato etico però non gli ha creduto. Il giudice Eckert, è stato — paradossalmente — piuttosto garantista: non è riuscito a provare la corruzione e non ha accolto la richiesta di squalifica a vita avanzata del procuratore Vanessa Allard. Li ha condannati per «abuso di posizione, conflitto d’interessi e gestione sleale». Emerge, però, un particolare nuovo nel caso. Platini e Blatter hanno sostenuto che quei soldi erano dovuti, in base a un accordo orale che prevedeva il pagamento di 1 milione l’anno. Risulta invece al Corriere della Sera un accordo scritto, ma solo per 300 mila. Su che basi allora Blatter ha elargito 2 milioni all’ex campione nel 2011? Per i giudici non poteva. I due non sono riusciti a produrre un solo testimone che fosse a conoscenza dell’accordo da 1 milione e non da 300 mila franchi. La difesa di Blatter e Platini è crollata davanti ai documenti. Se la Fifa aveva un debito di 2 milioni con l’ex juventino, perché non l’ha mai messo a bilancio? Perché il francese ha impiegato quasi dieci anni per chiedere il dovuto? E perché invece di tutta la somma si è accontentato solo di una parte? Perché non ha denunciato di aver ricevuto quei soldi nel 2011 e si è venuto a sapere solo quattro anni dopo? Troppi interrogativi senza risposta per assolvere. Le congetture però non sono prove e il giudice Eckert si è attenuto al principio «in dubbio pro reo». Niente corruzione, ma grave e scorretta condotta sì. Chi ha autorizzato quel pagamento? Non risulta nessuno in nessun documento. Certo è che Blatter il 1° giugno 2011 doveva essere rieletto alla presidenza Fifa e senza i 54 voti dell’Uefa, guidata dal francese, non ce l’avrebbe mai fatta. 
Oggi Platini sarà davanti ai giudici e spera in uno sconto o in un’assoluzione, ma rischia una squalifica a vita. Tira una bruttissima aria a Zurigo, dove il 26 febbraio si eleggerà il nuovo presidente della Fifa. In caso di condanna a Platini e Blatter resterà solo il ricorso al Tas: un giudizio finale potrebbe arrivare non prima della fine di maggio. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - DE CAROLIS

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