Rassegna Stampa

Blatter s’è svegliato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-06-2014 - Ore 09:05

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Blatter s’è svegliato

GOL FANTASMA - Con il Mondiale in corso in Brasile, l’Ifab ha introdotto la goal-line tecnology contro le reti fantasma. Un esperimento perfettamente riuscito tanto che lo stesso Platini, presidente dell’Uefa, ha già detto di volerlo adottare anche nei prossimi campionati Europei del 2016 in Francia

Un fulmine a ciel sereno, la notizia che non t’aspetti ma che colora d’immenso il mondo del pallone. Siamo alla rivoluzione, quella tecnologica. Sì alla moviola in campo. Parole di Sepp Blatter, numero uno della Fifa, l’uomo che da sempre aveva mostrato ostracismo verso la tecnologia applicata al gioco più antico del mondo, l’uomo che ha sempre considerato il calcio rigorosamente un fattore umano, demandando il tutto ai direttori di gara, finalmente ha detto sì. Si è convinto, è tornato su suoi passi cambiando idea. Meglio tardi che mai. La tecnologia non può essere il male del calcio. Blatter se è accorto in Brasile, dove qualche partita è stata «viziata» da direzioni assolutamente deficitarie, come il rigore in apertura concesso al Brasile, il torto alla Russia che magari con la moviola avrebbe rimandato il rientro a casa, oppure il gol regolarissimo annullato alla Bosnia, altra nazionale finita a casa anzitempo, cui non è bastato gridare la sua rabbia per quel poteva essere e non è stato.

Ma adesso si cambia e l’indirizzo di Sepp Blatter è chiaro. L’esperimento del gol line, ha già prodotto risultati importanti tanto da spingere il numero uno della Fifa a rilanciare un progetto che il 78enne presidente svizzero, intende perseguire nel corso del nuovo mandato destinato a cambiare il calcio. «Dobbiamo dare un aiuto agli arbitri – le parole di Blatter al sito Uefa – e portare più giustizia più di giustizia nel gioco attraverso i cosiddetti “challenge” a disposizione degli allenatori che avrebbero due possibilità, per ogni tempo di gioco, per chiedere di rivedere una decisione arbitrale. Non si potrebbe fare per il fuorigioco – ha precisato Blatter – perché non si può bloccare un’azione e ripartire. La contestazione potrà avvenire a gioco fermo: sarebbe ammissibile per un calcio di rigore, per vedere se un intervento è avvenuto in area o fuori, per esaminare un fallo. A quel punto l’arbitro potrebbe controllare le immagini su un monitor, non della Fifa ma del circuito televisivo e vedere se bisogna cambiare la decisione».

Adesso c’è da cambiare il regolamento, ma le porte sono aperte, con l’Ifab che ha già autorizzato l’uso della goal line technology che in Brasile ha dato ottimi risultati, tanto che lo stesso Platini, presidente dell’Uefa, ha detto che sarà riproposta ai prossimi Europei, quelli in Francia del 2016. Suggestiva ma efficace l’altra novità introdotta, quella della bomboletta spray in dotazione agli arbitri per fissare il punto in cui deve trovarsi la barriera in occasione dei calci piazzati.

Il dado è tratto, anche se in Italia c’è chi continua a fare orecchie da mercante, come il presidente dell’Aia Marcello Nicchi. «Il mio commento è zero. Invece di parlare, Blatter faccia approvare le cose – aggiunge Nicchi – noi le applicheremo. Le chiacchiere sono chiacchiere, l’approvazione è un’altra cosa». Quasi un incubo, una paura da parte di Nicchi che tema che i suoi arbitri vengano privati della facoltà di decidere e incidere sulle partite. Ma il dado è tratto. Sarà moviola. Nicchi se ne faccia una ragione.

DUE TIME OUT
Gli allenatori avranno due possibilità per tempo per chiedere al quarto uomo di rivedere una decisione arbitrale che ritengono dubbia. La contestazione dovrà obbligatoriamente avvenire a gioco fermo e potrà riguardare diversi eventi come calci di rigore o falli al limite dell’area

BOMBOLETTA
È l’altra grande novità che l’Ifab ha apportato durante i campionati in Brasile, ovvero l’arbitro può fissare la posizione della barriera in occasione dei calci piazzati, lasciando sull’erba un segno con uno spray. Si tratta di un efficace strumento che consente di far rispettare la reale distanza

Fonte: Il Tempo

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