Rassegna Stampa

Bojan, la notte del cuore del talento mai esploso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-09-2015 - Ore 07:10

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Bojan, la notte del cuore del talento mai esploso

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Trentasette presenze nella Roma, 163 con la maglia del Barcellona, un palmarés che fa invidia a tre quarti della Serie A (3 campionati spagnoli, una Coppa di Spagna, una Supercoppa spagnola, due Champions League, una Supercoppa europea, un Mondiale per club, un campionato olandese, una Supercoppa d’Olanda, un Europeo Under 17 e un Europeo Under 21), e una carriera che sembrava destinata ad esplodere anni fa e, invece, ancora non decolla. Bojan Krkic, 25 anni, di talento ne ha da vendere: adesso è allo Stoke City, sta recuperando dalla lesione del crociato (15’ nell’ultimo turno di Premier League contro l’Arsenal) e stasera vedrà dall’Inghilterra la sfida tra le sue due squadre. In una, il Barça, ci è cresciuto, nell’altra ha vissuto il primo anno lontano da casa: per lui sarà derby tra i club che hanno segnato una vita giovane ma già intensa. 
I SUOI AMORI Senza nulla togliere a Milan e Ajax, sono le squadre a cui è più legato. «Ci mancherebbe. Il Barcellona è stato la mia vita per tanto tempo, con loro ho esordito e vissuto momenti indimenticabili. A Roma sono stato solo un anno, ma ho tutti nel cuore perché mi hanno accolto a braccia aperte come se fosse casa mia. Le cose non andarono bene, ma ho un ricordo meraviglioso e mi sarebbe tanto piaciuto essere all’Olimpico. Invece dovrò accontentarmi della televisione». 

LA FERITA In passato ha detto: «Luis Enrique forse non mi conosceva abbastanza. Io ero e sono un centravanti, non un esterno». È per questo che le cose andarono male a Roma? «Scusi, ma di questo argomento, sinceramente preferirei non parlarne». Quell’anno fu per voi quasi un’agonia. «Quando le cose vanno male non è colpa solo di uno, eravamo tutti sulla stessa barca. Adesso la Roma è cambiata, ha investito tanto, può vincere in Italia e diventare una grande in Europa». 

AMARCORD Custodisce il ricordo più bello del suo anno romano. «Tutti pensano al gol all’Inter, che fu bello, ma per me è indimenticabile il primo all’Olimpico contro l’Atalanta. Venivo dal Camp Nou, non proprio l’ultimo degli stadi, però quel gol, in quel momento, è stato qualcosa di indescrivibile». Quel giorno con lei c’erano Totti e Pjanic. «Francesco è una persona unica, e non solo in campo. A me ha colpito più per come è nella vita di tutti i giorni. Mi sarebbe piaciuto vederlo nel Barça. Ho imparato tanto da lui, un leader nello spogliatoio e anche in allenamento, per quello che trasmette, non è mai un ostacolo, aiuta sempre gli altri attaccanti. E poi Miralem...Sì , lui nel Barça ci starebbe bene». 

AMICI E LEADER Lei conosce anche Keita e Iago Falque, con cui ha vinto un Europeo under 17. «Iago è bravo e si sta adattando a una piazza dove ci sono tante pressioni, Keita professionista d’altri tempi». Non vede l’ora che la partita inizi. «Il Barça è la squadra più forte del mondo. Ma se Messi non è in serata e magari la Roma fa la partita perfetta se la può giocare. In casa poi tutto è possibile, almeno provarci. La Roma ci deve credere. Il mio pronostico? 2-2, magari con gol di Totti. Lui e Messi sono il calcio» 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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