Rassegna Stampa

Boyè: «Meglio il Toro della Roma»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-07-2016 - Ore 09:52

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Boyè: «Meglio il Toro della Roma»

TUTTOSPORT - BARETTI – Oltre ad aver fatto felice il Torino, l’acquisto di Lucas Boyè da parte della società granata ha fatto arrabbiare non poco la Roma, club che sul mercatoha provato a contendere a Cairo il talento argentino. Ingaggiato nel gennaio scorso, ma rimasto in Sud America fino a giugno (l’ex River Plate ha chiuso la stagione in patria in prestito con il Newell’s Old Boys), Boyè è fino a questo momento l’unico calciatore che i granata hanno prelevato da un campionato estero. «Sono consapevole di quanto sia importante il passaggio al Toro in questa fase della mia carriera – si inorgoglisce l’argentino -. Ho scelto il Toro, e non la Roma che mi aveva ugualmente cercato, perché ho pensato che avrei potuto ritagliarmi un po’ più di spazio, qui. Questa è comunque la mia prima esperienza in Italia, devo dare tutto senza chiedere nulla. Devo capire, imparare, mettermi a disposizione e, quando Mihajlovic vorrà mettermi in campo, dovrò essere sveglio a giocarmi bene l’opportunità». Boyè non può essere giudicato dopo i 45′ disputati contro l’Olympic Morbegno, però qualche indizio circa vizi e virtù dell’attaccante è arrivato, dopo il primo test di Bormio. Ha movimenti giusti, fisico e tanta, forse anche troppa generosità. «Me lo dicevano anche in Argentina, dove giocando da punta centrale il discorso veniva fuori spesso. Nel Toro, muovendomi da attaccante esterno, ruolo che preferisco rispetto a quello di punta pura, dovrò offrire tanti assist. Ma anche essere cattivo sotto porta: obiettivi in riferimento al numero di gol che potrò segnare, però, non me ne do. Al primo anno di serie A sarebbe fuori luogo fare proclami: devo solo imparare, imparare e ancora imparare». 

SOLO ARGENTINA – Boyè sceglie un profilo basso, fa un sano bagno d’umiltà, ma si pone anche traguardi di peso, per l’immediato futuro: «Punto a conquistare un posto nell‘Under 21 del mio Paese. Se dovesse arrivare una chiamata azzurra? E’ vero, ho anche il passaporto italiano grazie a un avo che era di Salerno, ma onestamente mi sento argentino, e tutte le mie aspirazioni riferite alla Nazionale riguardano l’Argentina». Posizione che gli fa onore: non vuole trovare vie comode e “paraculeggianti” per piacere a ogni costo. Affida il destino alle prestazioni sul campo e stop.

MAXI AIUTO – In conferenza si presenta con Gabriel Raimondi, ex difensore (tra le altre del Pisa di Ventura e Petrachi), entrato nello staff tecnico di Mihajlovic. I confronti con il tecnico serbo, le delucidazioni su come svolgere un tal esercizio, sono mediate dagli argentini granata: lo stesso Raimondi oppure Maxi Lopez, il “fratello maggiore” di Boyè sul campo d’allenamento. «Il dialogo con il mister è costante, anche se in verità Mihajlovic parla, ma i concetti mi arrivano grazie a Gabriel e Maxi. All’allenatore non ho dovuto dire granché, se non dare totale disponibilità nell’utilizzarmi dove meglio crede. Non sarà semplice trovare spazio, adesso sono arrivati anche Iago e Ljajic, ma la concorrenza non mi fa paura, semmai mi stimola».

«L’AMICO SAVIOLA» – Ispirato nei primi passi da calciatore dal colombiano RadamelFalcao, tra gli argentini è legato da stima e amicizia con Fernando Cavenaghi e JavierSaviola: «Li ho conosciuti in Argentina, sono due giocatori che hanno fatto grande il River e ai quali guardo come modelli». Chissà se tra dieci anni una giovane punta argentina, ai primi assaggi di Toro, avrà proprio Boyè come riferimento.

 

 

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