Rassegna Stampa

Braccio di ferro City-Dzeko

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-07-2015 - Ore 08:00

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Braccio di ferro City-Dzeko

IL MESSAGGERO - CARINA - Avanti adagio. Su Dzeko e il Manchester City. Sul terzino sinistro (Baba o Adriano) che verrà. Su vecchie cessioni che ritornano, puntuali, ad animare il mercato (leggi Destro-Fiorentina se Gomez accetta il Besiktas). Sembra tutto fermo, eppur si muove. Altrimenti ieri Sabatini, dopo una mattinata passata a Trigoria, non si sarebbe imbarcato nuovamente in serata per l’Inghilterra. Ufficialmente per provare a definire qualche cessione, ma è inevitabile pensare ad un nuovo blitz per Dzeko. Che quella per il bosniaco fosse una trattativa difficile, a Trigoria lo hanno sempre saputo. Forse, la speranza mai celata, è che il sì del calciatore potesse agevolare l’accordo tra le parti. E invece, paradossalmente, di sicuro non lo ha accelerato. In primis perché il centravanti non è uno di quei calciatori che punta i piedi con il proprio club per andar via. Ha rinnovato il contratto (6,5 milioni a stagione) appena un anno fa e pur accettando le lusinghe della Roma attende che le due società trovino un’intesa. E poi perché non intende lasciare nulla sul piatto. Dunque tramite l’agente Redzepagic ha chiesto una buonuscita (legata ai diritti d’immagine) di 4,5 milioni, a compensazione dell’ingaggio inferiore che percepirebbe alla Roma (5 milioni, compresi i premi). Una mossa che gli garantirebbe di guadagnare (già) nei prossimi tre anni quanto ha garantito dal rinnovo sottoscritto dodici mesi fa con il City sino al 2018. Da Manchester hanno risposto negativamente, accollando (per ora) a Trigoria l’ennesima spesa. Da risolvere anche la questione delle modalità di pagamento. Perché un conto è spalmare i 28 milioni (+2) richiesti per l’attaccante in quattro esercizi di bilancio come vorrebbe la Roma, un altro farlo in due come chiede il ds dei Citizens, Begiristain. La distanza tra le due società è stata confermata da Sabatini («Trattativa complicata») e dai vari intermediari. Alla Roma sanno che debbono alzare l’offerta anche perché il club inglese non è abituato a fare sconti. Per informazioni chiedere all’Inter che continua a sentirsi chiedere 21 milioni per Jovetic. In giornata il ds comunque ci riproverà: il rilancio da 18 a 23 milioni (più 2 di bonus) è pronto. Intanto una delle alternative al bosniaco, Mitrovic, ha comunicato che aspetterà sino al weekend. 
BLOCCATO H’MAIDATIl City sembra non voler arretrare: 28 milioni (+2) in due anni, con l’anticipo che deve coprire almeno due terzi del valore del cartellino. Inevitabilmente a Trigoria si fanno due conti. Nonostante il fair play finanziario sembra non valere per tutti, il club giallorosso non intende sforare i parametri che gli sono stati imposti e che contemplano la possibilità di chiudere al massimo con una perdita netta d’esercizio complessiva di 30 milioni di euro entro il 30 giugno 2016, non dimenticando il paletto del pareggio tra entrate e uscite (compreso il monte ingaggi) non nella sola sessione di mercato, ma nell’intera stagione sportiva. Tradotto: meglio, nell’ottica dirigenziale, non farsi prendere dalla frenesia. Capitolo Romagnoli: è il piano B se i propositi di Sabatini sulle cessioni non dovessero realizzarsi. Oltre al Milan, da registrare un timido sondaggio dell’Arsenal. Il ds ha intanto bloccato il marocchino (con passaporto olandese) H’Maidat, centrocampista classe ‘95 del Brescia che dovrebbe rimanere un altro anno nel club lombardo. Operazione che vede la longa manus dell’agente Raiola. Alisson, sprovvisto del passaporto comunitario, potrebbe essere ‘parcheggiato’ al Frosinone. E a proposito di portieri, il Manchester United sta provando a soffiare Romero alla Roma. Gervinho è richiesto dal West Ham e dal Galatasaray. 

Fonte: IL MESSAGGERO - CARINA

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