Rassegna Stampa

Bravo Sansone, sempre meglio la verità

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-03-2014 - Ore 17:50

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Bravo Sansone, sempre meglio la verità

Mi ha stupito il comportamento Rizzoli in Sassuolo-Roma, l'arbitro italiano più bravo che andrà ai mondiali: aveva deciso che il fallo di Benatia su Sansone non era da rigore, aveva ragione e non doveva farsi condizionare dall'arbitro di porta che comunque non doveva mettere in dubbio l'operato di Rizzoli, piazzato meglio di lui. Cinque minuti di confusione per un episodio veramente raro sui campi di calcio ma che può servire ad analizzare alcune questioni importanti tecniche e di comportamento.

1) Il primo è che gli assistenti non dovrebbero mai mettere in difficoltà l'arbitro. Intervenire prima che venga presa una decisione se si pensa di essere meglio piazzati, ma mai intervenire per sconfessare una decisione già presa, come nel caso del fallo da rigore in Sassuolo-Roma. 

2) L'episodio conferma quello che ho sempre pensato: la moviola in campo è inutile. Nessuno strumento tecnologico potrà mai chiarire la "profondità" di una spinta o di un intervento sulle gambe. Solo Rizzoli poteva capire se la spinta di Benatia potesse far cadere Sansone e infatti quando il giocatore ha detto di essere scivolato per quella spinta, l'arbitro ha deciso di tornare sui suoi passi e non dare il rigore perchè aveva giudicato quella spinta non così forte da poter far cadere l'attaccante. Eppure l'azione vista e rivista in tv sembrava dimostrare il contrario, anzi le immagini facevano vedere un contatto tra le gambe dei due giocatori che non c'è mai stato. Chiunque abbia giocato a calcio sa cosa voglio dire: non tutte le spinte e non tutte le entrate sono fallo. Poi qualcuno quando entra in area, basta che si senta sfiorato e crolla a terra e allora deve essere bravo l'arbitro a capire l'intensità dell'intervento, perchè la moviola non potrà mai dare una risposta definitiva.

3) L'aspetto morale dell'episodio. Io ammiro Sansone che racconta all'arbitro l'esatta versione dell'episodio e lo aiuta a decidere. Non so se lo ha fatto per onestà o per ingenuità, mi interessa solo che lo abbia fatto, che abbia raccontato la verità, confermata anche da Benatia. Sansone deve essere orgoglioso anche se quell'episodio potrebbe essere costato la sconfitta ad un Sassuolo in lotta per non retrocedere. L'onestà paga sempre. Io ho sempre detto la verità in campo e fuori anche quando poteva crearmi problemi, ma alla fine sono stato ripagato. Se sono qua a fare il commentatore lo devo proprio ad un episodio simile a quello di Sansone. Era un Napoli-Juventus e io giocavo per il Napoli. Una partita che come potete immagginare era sentitissima ed importante per la classifica: la Juve partì forte ed andò sul 3-0, poi cominciò la rimonta del Napoli e a mezz'ora dalla fine segnammo il 2-3. A dieci minuti dalla fine entrai in area col pallone ai piedi, vidi arrivare Muller e come mi sfiorò mi buttai a terra. Fu istintivo, non c'era fallo e infatti non protestai. In campo e sugli spalti  però successe il finimondo. A fine partita andai in tv e dissi chiaramente che mi ero buttato, che l'arbitro aveva visto giusto e chiesi scusa. Mi chiamò Raimondo Vianello che all'epoca conduceva "Pressing" su Italia1 e mi disse "Bravo Mauro, a fine carriera la chiamerò con me a commentare le partite". Due anni dopo, il giorno successivo al mio addio al calcio, arrivò la chiamata di Vianello che mi propose il contratto da commentatore e per me cominciò una nuova avventura professionale.

4) Mi dispiace, invece, che Di Francesco a fine partita non abbia accettato quell'episodio e nonostante l'evidenza che non ci fosse rigore, abbia contestato la decisione, giusta, di Rizzoli. In Italia purtroppo manca ancora la cultura della sconfitta. Comunque è meglio vincere o pareggiare anche per un errore. Un atteggiamento purtroppo diffuso tra allenatori e dirigenti del nostro calcio. La colpa delle sconfitte è sempre degli altri o degli episodi. Vorrei chiedere a Di Francesco: la sconfitta con la Roma è più figlia dell'errore di Rizzoli o di quello di Missiroli?

Fonte: Repubblica.it - Massimo Mauro

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