Rassegna Stampa

Brillantezza smarrita, la Juve ride

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-12-2014 - Ore 10:12

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Brillantezza smarrita, la Juve ride

Il Milan ferma la Roma, la Juve torna ad avere 3 punti di vantaggio. L’Olimpico rumoreggia alla fine, ma non è colpa di Rizzoli questo 0-0. Chiarito che il rigore di De Jong c’era, non facile da vedere per l’arbitro, semmai più facile per il giudice di porta, va anche detto che la Roma ha giocato 25’ con un uomo in più e solo nei minuti di recupero s’è resa davvero pericolosa. Scambio Gervinho-Yanga Mbiwa, tiro da due passi e gran parata di Diego Lopez. In sostanza, la Roma s’è svegliata tardi. Pure, aveva quasi dominato il primo tempo, grazie alle iniziative di Gervinho e Florenzi, preferito aLjajic. Milan più attento a contenere, con Bonaventura (tra i migliori) e Honda più vicini alla propria area che a quella romanista. Era però un dominio felpato, che il Milan cercava di interrompere con le invenzioni di Menez, uno degli ex. E su un tiro da 40 metri di Mexès è stato bravo De Sanctis, non irreprensibile in precedenza.

Meglio il Milan, fino all’espulsione di Armero, dopo l’intervallo. Menez, Poli, Bonaventura arrivano al tiro con una certa facilità. La Roma soffre, è più lenta. Gervinho va a intermittenza, ma quando ingrana è una delle poche risorse.Garcia mette forze fresche sulla corsia di destra (dopo Ljajic, Torosidis) ma ce ne fosse uno (includendo Maicon e Cholevas) che azzecca un cross. L’ingresso di Destro gli serve solo a litigare con Mexès. Quindi: il rigore c’era, ma c’era anche a favore della Roma una brillantezza e un’imprevedibilità che sembrano, se non smarrite, alquanto calate. In più va considerato un Milan non abbagliante, ma molto attento (anche sui calci da fermo) e pronto a partire in contropiede. Prima che Zeman incontri la Juve molti tendono a immaginare partite da guerre stellari, oppure uno di quei vecchi kolossal hollywoodiani, con gli elefanti e gli arcieri. È un classico giocato più sui risentimenti che sui sentimenti e non tiene conto di quale squadra alleni Zeman in quel momento e quanto sia forte quella squadra. Se il Cagliari finora non ha vinto in casa una ragione ci sarà. Se la Juve è in testa alla classifica, pure. Se poi Zeman va contro le sue radicate convinzioni, rinuncia al 4-3-3, per giunta contro una Juve priva di Bonucci, e imbottisce il Cagliari di terzini e centrocampisti, per un 4-4-1-1 che di zemaniano non aveva un bel niente, è assolutamente normale che dopo un quarto d’ora la Juve abbia già in mano il risultato. Senza faticare più di tanto, così da imbarcarsi per Doha di ottimo umore. Per Allegri, oltre al risultato così facilmente portato a casa, il dettaglio dei marcatori: Tevez e Llorente hanno rotto il digiuno, Vidal s’è riaffacciato.

Fonte: Repubblica

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