Rassegna Stampa

Brosco, da Trigoria al sogno serie A di Latina

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-06-2014 - Ore 08:02

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Brosco, da Trigoria al sogno serie A di Latina

A un passo dalla promozione, a un passo dal sogno. Il Latina supera l’ostacolo Bari e si proietta verso la finale contro il Cesena. In palio la serie A. «Nessuno a inizio stagione pensava che saremmo arrivati così lontano», commenta Riccardo Brosco, difensore nerazzurro in prestito dal Parma, cresciuto nelle giovanili della Roma. «Abbiamo fatto qualcosa di storico, ci crediamo».

Che aria tira nello spogliatoio?

«Vogliamo provarci, non molleremo. E contro il Cesena faremo di tutto per vincere insistendo sul nostro gioco».

Qual è il segreto di Breda?

«Ci stimola e ci carica. E poi umanamente è un grande. Con lui si può parlare senza problemi».

In caso di qualificazione le piacerebbe rimanere o preferirebbe tornare a Parma?

«Latina mi ha accolto bene e io sarei felice di restare. Però decide il Parma. Per la mia crescita vorrei una squadra intermedia che mi permette di giocare. Poi magari un giorno riuscire ad approdare in una big».

Come la Roma?

«Quello sì che sarebbe un sogno. Sono cresciuto a Trigoria, ma soprattutto sono un romanista. Forse un giorno…».

Non è l’unico romanista a Latina: Viviani che impressione le ha fatto?

«È forte, a volte mi ricorda Verratti, ma se dovessi dargli un consiglio anche a lui serve un passaggio intermedio. Magari una squadra come il Latina, in Serie A ovviamente».

Avete commentato il campionato dei ragazzi di Garcia?

«Più che commentato, abbiamo tifato. Stavamo con la sciarpetta!».

Nel 2012 ha già ottenuto una promoziona Pescara.

«Sono stato un protagonista importante, titolare nel girone d’andata, poi purtroppo l’infortunio mi ha bloccato. Ma nel calcio funziona così: Stroppa preferiva altri e non lo critico per questo, va bene così».

Com’è stato lavorare con Zeman?

«Era un ottimo gruppo, il suo gioco si conosce e per fare bene serve seguirlo senza dubbi e perplessità. Quella squadra lo faceva».

Il suo ricordo del boemo?

«È un uomo molto divertente, ti fa morire dalle risate. Sul campo devi credere in quello che dice e dargli retta».

Di quella squadra, tre sono in Brasile al loro primo Mondiale: Immobile, Insigne e Verratti.

«Sono tutti e tre dei grandi giocatori. Immobile riesce sempre a buttarla dentro, Insigne ha qualità, ma quello che mi ha impressionato di più è Verratti. Ha una padronanza del campo assoluta, non sembra vivere le pressioni. Sono tutti e tre dei ragazzi d’oro. Sono sicuro che faranno bene in Brasile».

Ora si pensa alla finale, come finirà contro il Cesena?

«Non mi esprimo. Dobbiamo mettercela tutta fino alla fine, noi ci crediamo».

Ma c’è un giocatore che teme di più?

«Senza dubbio D’Alessandro. Siamo amici fin da quando eravamo piccoli, siamo cresciuti insieme nella Roma, e lo conosco bene come giocatore. Ma quando siamo dentro al campo non ci sono amici, a “sto giro” spero di fargli male!».

Fonte: IL TEMPO - De Iaco

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