Rassegna Stampa

Bufera su Germania 2006

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-10-2015 - Ore 06:58

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Bufera su Germania 2006

MESSAGGERO - DI LELLIS - È la maledizione dei Mondiali. Dopo i sospetti sull’assegnazione di quelli del ’98 in Francia, di due anni dopo in Sud Africa e su quelli di là da venire in Russia (2018) e Qatar (2022), adesso un’ombra si allunga su Germania 2006. Secondo un’inchiesta di “Der Spiegel”, anticipata dalla versione online del settimanale, fondi neri per circa sette milioni di euro sarebbero stati creati per comprare i voti di quattro rappresentanti asiatici, in modo da aggiudicare la massima sfida calcistica mondiale alla Repubblica Federale. Secondo le anticipazioni dello “Spiegel”, l’allora capo dell’Adidas, Robert Louis Dreyfus, avrebbe prestato 10,3 milioni di franchi svizzeri (equivalenti a 6,7 milioni di euro attuali) al Comitato promotore dei mondiali. Il cui presidente, Franz Beckenbauer, insieme con il suo vice Wolfgang Niersbach (attualmente a capo del DFB, la Federcalcio) sarebbe stato informato del versamento. Non è chiaro dove sarebbe finito il denaro. Il settimanale ipotizza che sia stato usato per assicurarsi l’appoggio di quattro delegati asiatici. Sull’assegnazione del Mondiale 2006, conclusisi poi con il trionfo italiano, la decisione fu presa all’inizio di luglio 2000 da un organismo di 24 membri della Fifa: la Germania si impose con 12 voti contro 11 sul Sud Africa. A sorpresa, nell’ultimo voto, il rappresentante della Nuova Zelanda si astenne.
I DUBBI
Nel 2005, secondo “Der Spiegel”, l’industriale Louis-Dreyfus avrebbe chiesto indietro i suoi soldi. I responsabili del Comitato promotore avrebbero dovuto dunque trovare un modo discreto per restituire la somma. La soluzione sarebbe stata quella di coinvolgere la Fifa, alla quale i tedeschi avrebbero corrisposto 6,7 milioni, ufficialmente per una manifestazione di apertura all’Olympiastadion. A sua volta la Fifa avrebbe girato l’importo al boss dell’Adidas. Il quale non può replicare: è morto nel 2009. Il DFB ha ammesso il pagamento, specificando però che sarebbe avvenuto per promuovere un programma culturale della Fifa: «Il versamento non era in alcun rapporto con l’assegnazione dei Mondiali, già avvenuta da cinque anni», hanno detto i responsabili del calcio tedeschi. Il DFB ammette però che il pagamento «potrebbe non essere stato usato per gli scopi previsti». Un’inchiesta è in corso, anche se non sarebbero state trovate tracce di irregolarità «e tantomeno elementi che facciano pensare che i voti dei delegati siano stati comprati».

Fonte: MESSAGGERO - DI LELLIS

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