Rassegna Stampa

C'è Capradossi. Dalla Juve al Psg dopo il crociato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-03-2016 - Ore 07:18

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C'è Capradossi. Dalla Juve al Psg dopo il crociato

GAZZETTA DELLO SPORT - E' tornato il piccolo Juan. C'è anche Elio Capradossi tra i ragazzi della Primavera che ieri sono volati in Francia per il quarto di finale con il Paris Saint-Germain, domani alle 16. Sarà l'esordio stagionale per il miglior difensore del settore giovanile giallorosso, un centrale elegante e robusto che a luglio era in campo a Melbourne, quando la Roma di Garcia batté ai rigori il Real Madrid, in un precampionato che faceva pregustare qualcosa che non è più stato. Una mezz'ora quel giorno, al posto di Yanga-Mbiwa, un tempo nella prima amichevole a Pinzolo, un quarto d'ora col Siviglia all'Olimpico, dove tornò il 30 agosto per andare in panchina con la Juventus: il 3 settembre era in campo con l'Under 20 contro la Germania, il 9 a Villa Stuart, per farsi operare da Mariani al legamento crociato, lesionato in maglia azzurra. 
Piena fiducia Nei giorni in cui era in ospedale avrebbe dovuto firmare il prolungamento di contratto, l'accordo già c'era, la Roma non ha cambiato le carte in tavola, bloccandolo fino al 2020 nonostante l'infortunio. Che è stato lungo e faticoso da smaltire: ha lavorato insieme a Strootman, i due hanno anche legato, ma l'olandese è rientrato prima. Nato in Ugandapadre italiano e madre congolese, cresciuto a Roma passando per tutte le giovanili azzurre, in estate Capradossi doveva andare a giocare in B - lo voleva il Livorno di Panucci, che aveva preso l'amico Calabresi, o il Brescia - la Roma decise di fargli fare il quarto centrale della prima squadra, magari tenendolo in allenamento con la Youth League. L'infortunio ha sconvolto tutti i piani. «Ma ora sto bene, mi sento recuperato - ha dichiarato a Roma Tv - forse ci vorrà ancora un po' per tornare al massimo, ma non vedo l'ora di dare una mano. Col PSG sarà una partita importante, ma i miei compagni li vedo molto concentrati: sarebbe un traguardo importante arrivare tra le prime 4 d'Europa, come lo scorso anno». Venerdì farà 20 anni: tornare tra i convocati - anche se domani dovrebbe partire dalla panchina - è il regalo più bello. 

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