Rassegna Stampa

C’è Dzeko per il 3° posto e il Milan tenta Sabatini

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-02-2016 - Ore 07:59

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C’è Dzeko per il 3° posto e il Milan tenta Sabatini

REPUBBLICA - SISTI - Spalletti non ha intenzione di restare impigliato tra le sfumature: «O risultati o fallimento, serve un filotto di vittorie (per ora tre, ndr) ». Non ha tempo per perdere tempo, Luciano 2.0. Le partite entrano dalla finestra di Trigoria a getto continuo e chiedono di essere giocate. E la stagione è piccola, troppo piccola per distrarsi. E là dietro c’è il 3° posto. La Roma sta cambiando, Sabatini sembra già altrove (voci di un suo futuro al Milan), lo staff da ricostruire, le correzioni fra medici e preparatori, la squadra. E così viene da pensare che più aspra è la definizione dei concetti sul presente e maggiori sono le possibilità che i nuovi innesti stimolino in campo la vecchia nomenclatura, fondendo entusiasmo e saggezza: «C’è il Carpi, perché dovremmo pensare al Real Madrid?». Se Castori ammette che per fare tre punti il suo Carpi «dovrebbe fare un capolavoro », Spalletti vorrebbe che i suoi, dopo aver assimilato la flessibilità istantanea del modulo («3 o 4 in difesa poco cambia... »), giocassero sempre più minuti per non ritrovarsi in affanno nelle ultime mezzore, gambe e testa da attivare insieme in allenamento e poi in gara, un mezzo capolavoro pure questo: «Stiamo già meglio, ma certo è che potrei anche pensare a un minimo di turn over». Allora pensare o no al Real Madrid?: «Carpi, Carpi!». Ma col buon senso di risparimiare chi ha, nel suo ruolo, valide alternative (Maicon? El Shaarawy?). «Gioca Dzeko ». Il che farebbe immaginare una Roma anti-Ronaldo costruita senza Dzeko con i classici “falsi nueve” a non dare riferimenti. «Da noi tutti gli attaccanti possono giocare insieme». Il messaggio è chiaro, se imparano la ritmica dell’alternanza, io entro tu esci, io salgo tu scendi, possono far male. Ma non sembrerebbe Dzeko il centravanti della futura Roma di Spalletti. Suarez, Reus, Di Maria, Griezmann, Özil, Origi, Carrasco. Loro sì. Per ora son fatti della sostanza di cui son fatti i sogni, ma domani chissà, chissà il nuovo ds, chissà i soldi, chissà Pallotta. Chissà.

Fonte: REPUBBLICA - SISTI

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