Rassegna Stampa

C’è poca corsa: ora doppie sedute. E Strootman vuole accelerare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-01-2016 - Ore 08:38

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C’è poca corsa: ora doppie sedute. E Strootman vuole accelerare

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Due doppie sedute, una oggi e un’altra giovedì, per allenare testa e gambe prima della partenza, sabato, per Torino. Spalletti ieri è tornato in Toscana, a casa, a mettere un po’ di ordine alla sua vita. Da giovedì a domenica non ha mai lasciato Trigoria, oggi tornerà a chiudersi per preparare la partita contro la Juventus. Sa che non c’è tempo da perdere, sa che la Roma deve riprendere a correre (nella classifica della distanza media percorsa in campo è penultima con soli 98,632 km, sotto giusto il Carpi con 97,823) e deve riprenderlo a farlo bene, con criterio. Prima del Veronaha dato poche ed essenziali nozioni ai giocatori, il vero lavoro inizierà oggi considerando che, fino a metà febbraio, la squadra avrà tutto il tempo per allenarsi, avendo soltanto un impegno a settimana. Ieri Trigoria era deserta, ad allenarsi soltanto Strootman (che questa settimana dovrebbe ancora lavorare con la Primavera per giocare poi con i ragazzi di De Rossi a breve), e gli altri infortunati Uçan, Keita e Gervinho. L’ivoriano non è mai stato col gruppo da quando c’è Spalletti, sofferente nel fisico e nell’anima: un colpo preso in allenamento una settimana fa al ginocchio sinistro gli provoca ancora dolore, l’addio di quello che per lui non era solo un allenatore, Garcia, ha fatto il resto. La Cina continua a chiamarlo, fare previsioni di qualsiasi tipo è prematuro, certo è che il nuovo tecnico vorrebbe avere, almeno, la possibilità di vederlo lavorare con gli altri. Succederà? Nessuno lo sa, come dei tempi di recupero di Maicon: il brasiliano, anche solo per la personalità, sarebbe fondamentale per la Roma, non quello sceso in campo di recente. Ma la forma fisica era precaria prima e adesso anche il ginocchio ha ripreso – di nuovo – a dargli fastidio, per cui fare previsioni è impossibile.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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