Rassegna Stampa

C’è un’aria diversa, se ne sentiva il bisogno

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-06-2015 - Ore 08:17

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C’è un’aria diversa, se ne sentiva il bisogno

CORRIERE DELLA SERA – SCONCERTI - Questa pioggia di nuovi giovani importanti sul mercato ha più significati. Il primo è che siamo esattamente un anno dopo i Mondiali. Se due anni prima di un Mondiale si rafforza la generazione da cui usciranno le squadre, l’anno dopo si va tutti alla ricerca del nuovo, si cambia generazione. Altra cosa importante è la migrazione continua. Pochi giocano nei paesi natali. La migrazione obbligata fa crescere forse peggio ma più in fretta, costringe all’ambizione o all’abbandono. Quasi tutti i nuovi giovani non sono inoltre ventenni, hanno quei due-tre anni in più che chiudono il vuoto tra una promessa e il piccolo campione ormai possibile. L’ultima ragione, forse la più importante, è che la crescita complessiva della qualità ha reso più difficile la selezione. Questo porta a non vedere ancora il nuovo Messi o il nuovo Pirlo, ma ad avere decine di giocatori che ne hanno i sintomi. Si è alzata in sostanza la qualità media, c’è più possibilità di ricerca. La conseguenza negativa è che la mancanza di valori assoluti fa costare subito in modo sproporzionato le promesse. Clausole di rescissione a 30-35 milioni sono ormai all’ordine del giorno anche per chi deve dimostrare quasi tutto. C’è infine una ragione tutta italiana: il ritorno sul mercato di Inter e Milan, la loro necessità di spendere e rifondare, ha portato soldi sconosciuti gli anni scorsi e ha rimesso in moto la concorrenza. La Roma, tra Nainggolan, Iago Falque e Bertolacci è già arrivata a 30 milioni di spesa. Tutto questo brio rientra comunque abbastanza nei cicli del calcio, non credo significhi ancora un vero cambio di tendenza. Il calcio ha bisogno di giovani come di vecchi. I vecchi hanno due-tre campionati davanti (tipo Tevez, Ibrahimovic), costano spesso molto d’ingaggio, ma non hanno quasi mai il costo del cartellino. È un altro modo di fare mercato, ma di identica sostanza. La gioventù di un calciatore purtroppo non appartiene mai per intero a nessuno. I contratti attuali scadranno quando questi ragazzi saranno al massimo del rendimento. La durata è quasi uguale a quella dei buoni vecchi. Quasi gli stessi anche i rischi. Però quest’aria diversa è piacevole. Ce n’era bisogno

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – SCONCERTI

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