Rassegna Stampa

Caccia all’ultimo voto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-08-2014 - Ore 11:00

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Caccia all’ultimo voto

È domani il giorno della verità. All’Hilton di Fiumicino si voterà per decidere il presidente delle Federcalcio. Demetrio Albertini tenta lo scatto a suon di slogan («Con me una federazione in Hd») ma il favorito resta Carlo Tavecchio. Il fronte «No Tav» non sfonda: l’opa ostile dei nove club di A, che con una lettera hanno chiesto il passo indietro del numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, non sta sortendo l’effetto sperato, tar gli altri, da Fiorentina, Juventus, Roma e Sampdoria.

Sullo scacchiere dei voti Tavecchio insiste nell’arrocco e la sua strategia difensiva sembra pagare. Nonostante le pedine passate dall’altra parte del tavolo l’ex sindaco di Ponte Lambro manterrebbe la maggioranza con oltre il 55% dei voti. Con lui la «sua» Lnd, 8 club di serie A, 17 di B una cinquantina di società di Lega Pro. Con Albertini ci sono Assocalciatori, Assoallenatori e sei club tra serie B e Lega Pro. In totale un terzo dei voti senza contare i nove «dissidenti» della massima serie. Gli arbitri – che valgono il 2% – nei giorni scorsi non hanno risparmiato qualche stoccata a Tavecchio mentre almeno 6 club potrebbero lasciare la scheda bianca.

A 48 ore dal voto Albertini tenta di stupire con effetti speciali. «Con me la federazione sarebbe in Hd. Con Tavecchio in bianco e nero», ha detto ieri l’ex milanista, attuale vicepresidente della Figc, in un’intervista a Sky Sport puntando il dito contro «il corporativismo che esiste in federazione, anche in questa campagna elettorale». Per Albertini «Tavecchio è stato un buon governatore in Lega dilettanti, ma io non condivido la sua vena più commerciale e meno sportiva», mentre la gaffe razzista – la celeberrima «banana» – «ci ha messo in difficoltà a livello internazionale. Un ragazzo dell’Atalanta ha preso per una frase simile nove giornate di squalifica e due mesi di servizi sociali». Una volta eletto il presidente della Figc, «la priorità numero uno è la nomina del ct della nazionale», ha detto ancora Albertini: «Sia Mancini sia Conte sono due ottimi allenatori ma ci metterei dentro anche Spalletti e Guidolin».

Se la vittoria di Carlo Tavecchio sembra l’esito più probabile delle elezioni federali, meno scontata è la governabilità una volta eletto. Anzi, un mancato raggiungimento del quorum durante la votazione farebbe tornare d’attualità l’ipotesi commissariamento, con la regia del presidente del Coni, Giovanni Malagò. Secondo le indiscerzioni delle ultime ore tra i papabili ci sarebbe Walter Veltroni. L’ex sindaco di Roma, però, non sarebbe solo. In lizza anche Gianluca Vialli, l’ex ministro degli esteri Franco Frattini e addirittura il figlio del presidente della Repubblica, Giulio Napolitano, già consulente di Coni e Federcalcio. D’altronde in Italia il pallone è affare di Stato.

Fonte: Il Tempo

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