Rassegna Stampa

Calcio brutto e cattivo e i dati lo confermano…

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-05-2013 - Ore 11:27

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Calcio brutto e cattivo e i dati lo confermano…

(repubblica.it) Un calcio isterico, brutto e cattivo: la conferma arriva dalle cifre. All’Aia (associazione italiana arbitri) sono più che soddisfatti della stagione dei direttori di gara, ma sono anche preoccupati per la deriva che sta prendendo il nostro calcio (vedi Spy Calcio del 27 maggio).

Quest’anno sono aumentate le espulsioni degli allenatori (da 58 a 74: più 18!). Aumentati anche i “rossi” per doppia ammonizione, crescono a dismisura le proteste (“è un continuo lamentarsi di fronte all’evidenza”, spiegano i vertici arbitrali) e per le simulazioni, una caratteristica molto italiana. Invariate le espulsioni per falli diretti. I rigori? Praticamente uguali, l’Italia è quella che ne dà di più in Europa (ma qualcuno forse manca ancora). I “fischi” restano gli stessi: una media di 30 a partita. Sono molto diminuiti negli ultimi anni, un percorso iniziato da Pierluigi Collina e portato avanti dal suo successore Stefano Braschi. Ma ci sono anche le eccezioni.

Per il derby di Coppa Italia, ad esempio, Orsato ha dovuto mettere mano al fischietto 48 volte (1 espulso e otto ammoniti). Rizzoli per la finale di Champions tutta tedesca, ha fischiato 18 volte e ci sono anche finali mondiali con 20 fischi. E’ il nostro calcio che è ancora indietro e certe decisioni della giustizia sportiva, su tecnici espulsi, dovrebbero essere un po’ più severe. Non basta un buffetto. Ma gli arbitri cercano di fare la loro parte: guai se lasciano correre, rischiano di essere travolti. Vedi Orsato, appunto: se non metteva subito mano ai cartellini (gialli) come sarebbe finito il derby? Già è stata una brutta partita, tranne che per i laziali. Braschi sta preparando la sua relazione di fine anno, ma è soddisfatto. E ha ragione: questa (la terza) è stata la sua migliore stagione. La “squadra” ha funzionato: ci sono stati errori, è ovvio, ma solo due sole prestazioni sono state davvero sottotono (Valeri e Tagliavento). In passato era successo anche ad uno bravo come Rocchi sbagliare annata. Il designatore è pienamente contento della sua squadra. Gente per bene, preparata, appassionata. Per Braschi conta la filosofia, l’approccio alla gare. L’errore lo tollera, ma se sbagli partita allora sono guai. Molto bene quest’anno sono andati Rocchi, Orsato, Rizzoli (ora sarà impegnato ai Mondiali Under 20), Giannoccaro, Mazzoleni. Meno del solito, come detto, Tagliavento (ma è iniziata l’operazione recupero).

E gli arbitri addizionali (o, se si preferisce, arbitri d’area)? Era il primo anno, l’Aia si è adeguata in pochissimi giorni al progetto dell’Uefa. E tutto è andato nel migliore dei modi. Anche se qualcuno si aspettava, forse, che fossero infallibili… Ma non c’è stato nemmeno un errore su gol-fantasma, e questo non è certo poco.

Gli “additional referees”hanno rilevato molte simulazioni, non sono stati utilissimi sui falli da rigore in area (e qui si deve migliorare, lo sa anche Braschi). Ma hanno sgravato di compiti gli assistenti, che così si sono potuti concentrare sul fuorigioco, che la Fifa vuole sempre più rendere complicato. Gli errori sugli offsides sono stati pochissimi, 20 in tutta la stagione, vale a dire il 2 per cento. Con grande soddisfazione non solo di Braschi ma anche di Marcello Nicchi, a capo dell’Aia. L’ex arbitro aretino ha ridato dignità a tutto il mondo arbitrale. Ora si respira un’aria migliore. Giannoccaro (ottima stagione, la sua) e Romeo lasceranno a fine stagione: per loro niente deroga. Peccato.

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