Rassegna Stampa

Calcio in tv, il fattore Infront

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-02-2015 - Ore 11:41

|
Calcio in tv, il fattore Infront

L’ADVISOR (CINESE) PEGGIORA I CONFLITTI D’INTERESSE, ANCHE IN CASO DI ESCLUSIVA ALLA LEGA CALCIO.

Come passare con destrezza da un conflitto d’interessi all’altro. Dopo anni di duopolio Sky-Mediaset la produzione e la gestione delle immagini televisive del calcio potrebbe diventare monopolio della Lega di Serie A. Il progetto sarà presentato alla riunione di Lega venerdì, con tempistica perfetta dopo le polemiche montate ad arte da Adriano Galliani in seguito al presunto fuorigioco – non rilevato dalle televisioni – sul gol di Tevez. Dal 2010, con la legge Melandri e la vendita collettiva dei diritti tv, la gestione delle immagini dai campi (inquadrature, montaggio, replay, etc.) è affidata alle due televisioni, con un producer della Lega ad assicurare imparzialità. Da quello stesso anno la vendita dei diritti tv è trattata sempre dallo stesso advisor, che per fare da tramite tra Lega e tv ottiene un profitto pari a 35 milioni l’anno circa. Questo advisor è Infront Italia, sussidiaria del colosso Infront Sports & Media AG (nel cui board siede il nipote del presidente della Fifa Sepp Blatter, giusto per non farsi mancare conflitti d’interesse) e le cui azioni proprio ieri sono state vendute per 1 miliardo dal fondo Bridgepoint alla cinese Dalian Wanda Group di Wang Jianlin: uno degli uomini più ricchi della Cina, che a gennaio ha acquistato il 20% dell’Atletico Madrid. Infront Italia nasce invece tramite l’acquisizione di Media Partners, fondata dall’uomo Fininvest Marco Bogarelli, che resta a capo di Infront. Il problema è che il calcio italiano non è in grado di sviluppare guadagni da marketing, merchandising e matchday , e dipende in toto dai diritti tv: se all’estero un club dalle tv ricava il 20-30% del fatturato, in Italia si oscilla tra il 60-70%. QUINDI la Infront di Bogarelli, nel frattempo diventata anche partner commerciale di alcune squadre tra cui Milan, Genoa, Udinese e Lazio, assume negli anni un ruolo politico decisivo, anche nell’elezione e nella nomina di presidenti e consiglieri federali: leggi Tavecchio, Beretta, Galliani e Lotito. Dopo il passaggio con la maggioranza dell’Inter di Thohir, restano all’opposizione solo Juventus e Roma, nel presentare candidati alternativi e nel chiedere che i diritti tv siano gestiti direttamente dalla Lega senza la costosa remunerazione dell’advisor. Ecco perché se gestione e produzione delle immagini tv diventassero esclusiva della Lega, con l’ipotesi non così remota di aprire un proprio canale, il tutto sarebbe ovviamente appaltato all’azienda di fiducia Infront. Dal conflitto d’interessi del duopolio televisivo a quello dell’advisor di casa, fino a quello del monopolio della Lega e dello stesso advisor, l’unica certezza è che a tenere in mano le redini del calcio italiano sarebbero sempre e comunque i vari Galliani e Lotito.

Fonte: Il Fatto QUotidiano - Luca Pisapia

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom