Rassegna Stampa

Calcio, la Finanza nelle sedi dei club

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-10-2015 - Ore 08:16

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Calcio, la Finanza nelle sedi dei club

MESSAGGERO - GUASCO - Finito in cella venerdì e interrogato ieri dal gip, Andrea Baroni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Eppure, secondo i magistrati di Milano che stanno indagando sulla sua società di consulenza con sede a Lugano, avrebbe molte cose da raccontare. Sul presunto maquillage dei bilanci con cui alcune società di calcio si sarebbero garantite l’iscrizione ai campionati di A e B, sul ruolo di Infront nella compravendita dei diritti televisivi. La guardia di finanza ha perquisito il quartier generale di alcune squadre, tra cui Genoa e Bari, a caccia di documenti sull’ipotizzato trasferimento di fondi che avrebbe rimesso in sesto conti non in regola. Oltre alla sede della Lega calcio e di altre compagini di A e B in relazione alla vicenda dei diritti. I reati ipotizzati sono, rispettivamente, ostacolo dell’attività degli organi di vigilanza, turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti.

TRE FILONI Tutto ha origine da un’informativa della gdf, nata dalle notizie riservate di una fonte confidenziale. Partono così le indagini su Baroni, fiscalista e partner della Tax and Finance (T&F),«società di diritto inglese con succursali a Lugano, Dubai, Montecarlo, Lussemburgo, Panama City» che offriva il seguente servizio: «Individuava e contattava clienti italiani (per lo più società di capitali e professionisti) interessati a trasferire all’estero e occultare denaro nella gran parte dei casi provenienti da appropriazione indebita, evasione fiscale o riciclaggio». I soldi venivano custoditi al sicuro inSvizzera e gestiti tramite una ben architettata rete off shore. E tra i clienti c’era anche la Infront Italy srl di Marco Bogarelli, uno degli uomini di maggior potere del calcio nazionale:commercializza in Italia e all’estero Serie A e  B, Coppa Italia e Supercoppa, gestisce i diritti marketing di Milan, Lazio, Genoa e Sampdoria. Ma secondo i pm Pellicano, Filippini e Polizzi, Bogarelli si sarebbe spinto ben oltre: avrebbe fornito«indebiti finanziamenti» estero su estero a beneficio di Genoa e Bari, permettendo ai due club in difficoltà economiche di aggirare i paletti finanziari imposti dalla Figc attraverso la Covisoc, l’organo di vigilanza. Al Genoa sarebbe arrivata una ciambella di salvataggio da 15milioni di euro,messi a disposizione da Riccardo Silva (fondatore di Milan Channel) tramite Infront e gestiti da T&F, il Bari avrebbe ottenuto 500 mila euro per pagare gli stipendi dei giocatori. In serata Preziosi, presidente del Genoa,ha dichiarato: «Siamo tranquillissimi, i soldi che servivano al nostro bilancio li ha messi l'azionista di riferimento,cioè io».

DIRITTI E poi c’è il capitolo dei diritti televisivi. Gli investigatori hanno bussato alla porta della Lega calcio con un ordine di esibizione di documenti nel quale si ipotizza a carico di Infront, advisor della stessa Lega nella vendita dei diritti televisivi per i campionati 2015/2017, delnumero uno Bolgarelli (indagato), di alcuni manager e due dirigentidi Rti (gruppoMediaset) i reati di turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti per l’operazione conclusa tra aprile e maggio scorso.La Procuraipotizzache la società abbia influenzato «il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto dei bandi», e «il corretto e imparziale svolgimento delle gare», per «condizionare le modalità di scelta, violando i canoni di trasparenza e leale concorrenza».

Fonte: MESSAGGERO - GUASCO

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