Rassegna Stampa

Campione e gregario la doppia vita di Kevin

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-10-2013 - Ore 08:18

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Campione e gregario la doppia vita di Kevin

Rudi Garcia parla di gioco di squadra e talento, in questo modo si riferisce al gol vittoria realizzato a Udine.L’azione perfetta. Strootman più Bradley, più De Rossi, ancora Strootman, (taglio di Ljajic e Marquinho dentro l’area) ancora Bradley, rete. Un gol visto e rivisto, per poi capire che in quell’azione c’è tutto il Garcia pensiero.

Tre giocatori toccano il pallone, cinque partecipano all’azione, non tutti con ruoli da protagonista. Uno spunto apparentemente casuale, ma che di casuale ha poco e niente. C’è per buona parte il talento di Strootman, capace di essere un interprete ad hoc di un meccanismo che funziona alla perfezione. Nella stessa azione, Kevin è il gregario e il protagonista: ruba il pallone e fa l’assist per l’americano, sta inmezzo al campo e si posizione al limite dell’area (pescato alla perfezione da De Rossi) per gestire il pallone che ti fa male. Un calciatore capace di muoversi con la palla al piede e bravo a mettersi in ogni traiettoria del pallone in fase difensiva a proteggere il compagno e, come tutti gli altri, a dare l’anima perché la squadra non subisca il gol.

L’UOMO OVUNQUE Contro il Verona, seconda giornata di campionato, si immola sulla linea di porta per salvare una rete con la Roma in vantaggio di tre gol; a San siro contro l’Inter scatta dalla propria area di rigore, lanciato da Totti, si fa tutto il campo palla al piede e appoggia a Florenzi nei sedici metri avversari per la rete del tre a zero che chiude la partita. A Udine il suo terzo assist in campionato, ha raggiunto Totti nella classifica che li vede in testa insieme con Bonucci, Cerci e Toni. Detto dell’assist a Bradley, di quello a Florenzi, il terzo è quello a Totti a Parma, dove tra l’altro segna anche il suo primo e, fin qui, unico gol (rigore) con la maglia giallorossa. C’è inoltre la palla in profondità che dà a Gervinho in Roma-Bologna, poi è bravo l’ivoriano a farsi mezzo campo e concludere in rete. Assist anche questo? Forse no, però Kevin anche in quell’occasione è stato pronto a riavviare un’azione da difensiva in offensiva. Gioco di squadra e talento, per l’appunto. Tre palle gol e sempre in trasferta, dove la Roma evidentemente ha maggiore bisogno di calciatori così, proprio perché tende ad abbassarsi un po’ di più e ogni palla recuperata deve diventare una palla avvelenata per gli avversari.

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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