Rassegna Stampa

Capitan Futuro torna dal passato. La Roma a Cesena rialza la testa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-03-2015 - Ore 07:55

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Capitan Futuro torna dal passato. La Roma a Cesena rialza la testa

Dal punto di vista coreografico, a Cesena finisce come era cominciata: ovvero con i tifosi della Roma che gridano «Tifiamo solo la maglia». Ma stavolta è (quasi) solo apparenza, perché lo 0-1 finale firmato da capitan De Rossi può rappresentare il punto di svolta di questo malinconico finale di stagione giallorosso, e per una serie di motivi. Il primo è che impedisce il sorpasso della Lazio al 2° posto. Il secondo è che la Roma ritrova quel successo che mancava in campionato dall’8 febbraio (a Cagliari), allontanando nella corsa Champions Napoli e Fiorentina e interrompendo quella caduta libera che nel girone di ritorno ha portato lo stesso bottino di punti alla classifica delle due rivali: appena 12. L’inerzia dell’ansia, però, a questo punto resta in casa romagnola che, dopo aver fermato Juve e Inter, torna a perdere in casa e vede ora la zona salvezza a 5 punti.

SORPRESA DOUMBIA Nel pieno della bufera, Garcia prepara alcune sorprese: punta sul criticatissimo Doumbia («da riatletizzare») e lancia per la prima volta come titolare il talentuoso Ucan (che si era visto solo a novembre), sostituito poi dall’esordiente Pellegrini (classe ‘96), rispolverando anche il ritrovato Ibarbo. Il messaggio è duplice e chiaro: 1) ho questi in rosa, e questi giocano; 2) meglio qualche giovane vivace che titolari alla frutta. Lo sparigliamento qualche risultato lo fa vedere perché in avvio il pallino del gioco è della Roma che, approfittando della difesa alta predisposta da Di Carlo, corre bene sulle fasce. Quella destra principalmente, soprattutto, con Florenzi e Ljajic sullo stesso binario. Detto che Doumbia dà qualche segnale di esistenza in vita, il baby turco – pur trascurando a volte la pressione su Mudingayi – sa muovere la palla, lasciando il lavoro sporco a Nainggolan, spesso straripante su Giorgi, e De Rossi, che in impostazione viene lasciato troppo libero da Carbonero, deputato a passeggiare sulle sue zolle. Ne risulta che nei primi 15’ i giallorossi tirano verso lo specchio della porta 6 volte – in questi tempi anemici, un record – con Leali che deve intervenire in 3 occasioni su Ljajic, Ucan e Gervinho, ancora in panne. Insomma, la difesa bianconera deve soffrire, soprattutto a sinistra, dove Krajnc – centrale adattato ad esterno – patisce più degli altri, e lo si vede anche in occasione del vantaggio romanista (41’), quando sul cross di Holebas non stoppato da Ucan, De Rossi lo brucia sotto misura. Il Cesena invece in avanti è poca cosa, vivendo soprattutto sulle spizzate di testa di Djuric per gli inserimenti di Defrel e Carbonero che stavolta però latitano quasi del tutto. Non è un caso perciò che nel primo tempo De Sanctis – ben protetto da Manolas e Astori – non debba fare neppure una parata, anche se al 21’ Giorgi sfiora la traversa con un gran tiro dal limite.

TREMORI Lo svantaggio costringe i romagnoli ad alzare il baricentro, ma la prima vera conclusione arriva solo al 30’, quando lo spento Defrel conclude dal limite senza mordente. Per il resto solo in apertura e chiusura arrivano due occasioni non banali per i bianconeri: al 6’ è Djuric a tirare fuori di poco da buona posizione, mentre sempre al 30’ Florenzi stoppa una zampata di Rodriguez a due passi da De Sanctis. A limitare il Cesena, però, è la scarsa qualità dei cross dalle fasce, (pure ben 17), davvero poca cosa per innescare prima Djuric e poi Rodriguez. E la Roma? Detto che Ucan protesta per un’ancata di De Feudis in area (12’), in altri tempi le praterie bianconere sarebbero state oro per le falcate di Gervinho, ma stavolta fa di più e meglio Ljajic, che pure nel finale esce perché Garcia blinda la squadra spostando Florenzi in attacco e piazzando (rischiosamente) Yanga-Mbiwa a fare il terzino destro. D’altronde questo non è giorno in cui privilegiare l’estetica, così la Roma ritrova il sorriso annegando le speranze salvezza del Cesena. Ma il giorno dei verdetti è lontano: tutti i finali devono ancora essere scritti.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport/M.Cecchini

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