Rassegna Stampa

Carattere Italia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-09-2016 - Ore 07:08

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Carattere Italia

IL CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - Di buono c’è soprattutto il risultato. Contava vincere e l’Italia, almeno da questo punto di vista, fa il suo dovere. La zampata del solito Pellè e il rigore di Candreva regolano i conti nel primo tempo. Immobile, entrato dalla panchina al posto dello stralunato Eder, cancella l’ansia e regala a Ventura i primi tre punti della sua nuova vita nel momento in cui gli azzurri sembrano un pugile ridotto all’angolo.

Luci e ombre nella notte umida dentro il Sammy Ofer. L’Italia gioca sotto ritmo e come contro la Francia viene tradita dalla difesa di ferro, l’anima della squadra di Conte arrivata a un passo dalle semifinali dell’Europeo. Ma come dice il nuovo c.t. non è più il momento di voltarsi indietro. E allora guardiamo avanti. Chiellini è disastroso, il primo responsabile sul gol israeliano, il dolce pallonetto di Ben Chaim che in tribuna fa schizzare in piedi anche il primo ministro Netanyahu, e poi ha il grave torto di lasciare i compagni in dieci a 35 minuti dalla fine. Da quel momento e sino al diagonale imprendibile di Immobile, in campo c’è solo Israele. Un’ipotesi di squadra. L’Italia, che neppure prima aveva brillato, si difende alla vecchia maniera, ancorata davanti alla porta di Buffon, che salva il risultato sul diagonale della stellina Zahavi.

Ventura risponde così alla Spagna, supera il primo vero esame, tira un bel respiro di sollievo, ma questa partita gli deve servire come monito: così non si va lontano. Al di là della difesa da riaggiustare soprattutto dal punto di vista psicologico, gli azzurri sembrano impauriti, giocano compassati e sotto ritmo.

Non tutto è da buttare, sia chiaro. Soprattutto la straordinaria condizione di Pellè, che Ventura neppure voleva chiamare. E invece il gigante che ha scelto la Cina è il migliore, qui come con la Francia: 9 reti in 19 partite, due su due con il nuovo corso. E poi il ritorno di Verratti. Il talentino da metodista parte piano e arriva fortissimo: le dà e le prende, una spanna sopra gli altri in mezzo al campo, soprattutto quando c’è da lottare. Anche Candreva sulla destra brilla: chirurgici i suoi cross, oltre al tiro dal dischetto. Ci salva anche lo spirito di squadra, nel momento in cui siamo in apnea. Non è tanto, ma neppure poco. Da quello bisogna ripartire, in attesa di migliorare la condizione e la convinzione. Con la Spagna, tra un mese, servirà molto di più.

L’Italia nel primo tempo è letale: due tiri, due gol. Con la più bella azione rompe l’equilibrio dopo meno di un quarto d’ora: Verratti-Antonelli-Pellè il triangolo della passione azzurra, che libera una squadra troppo algida, rigida, prigioniera di chissà quale incantesimo.

Chiellini è impaurito come non lo avevamo mai visto, il centrocampo subisce il ritmo israeliano. Candreva dal dischetto trasforma il rigore conquistato da Bonaventura e sembra chiudere la pratica. Il pallonetto di Ben Chaim la riapre consegnando a Israele un tempo di passione e di speranze, cancellate da Buffon e dal muro azzurro. Dopo l’espulsione di Chiellini, c’è spazio e gloria per Ogbonna e Florenzi. Il cambio giusto è Immobile. Che non tradisce. Il suo gol è un assist per Ventura.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA-BOCCI

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