Rassegna Stampa

Carminati, spunta l’ombra degli ultras romani

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-12-2014 - Ore 09:59

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Carminati, spunta l’ombra degli ultras romani

Un equilibrista della realpolitik criminale:Massimo Carminati, il cecato della Magliana, l’uomo che prima di diventare uno dei quattro nuovi re di Roma aveva imparato la violenza di strada direttamente nelle fila dei Nar, aveva il pallino di tenere tutto sotto controllo, guardando a destra come a sinistra e tenendosi aperti tutti i canali che potevano risultare utili. E così, se da una parte si guarda alle diverse consiliature che si succedono al Campidoglio e alla Pisana (badando ad avere il cavallo giusto per ogni evenienza a destra come a sinistra), dall’altra gli occhi del grande capo scrutano anche la pancia della città e, in modo equanime, Massimo Carminati allaccia contatti sia con il mondo degli ultras della Lazio(attraverso uno dei capi storici della Nord, Fabrizio Piscitelli, conosciuto nel mondo del calcio come Diabolik) sia con quello dei tifosi della Roma, attraverso Mario Corsi, il Marione delle radiocronache giallorosse.

 

Diabolik infatti è a capo delle batteria di Ponte Milvio, ed è in affari diretti con il mammasantissima di Mafia Capitale, Carminati. Piscitelli si muove con i «napoletani» fratelli Esposito e Carminati, riportano le carte della distrettuale antimafia di Roma, non si tira indietro se c’è da tirare in porto qualche affare. E di affari Piscitelli se ne intende sul serio. Il capo ultrà della Nord infatti è sospettato di essere ai vertici di una associazione legata alla camorra in grado di portare (e smerciare) ingenti quantitativi di droga sull’asse Spagna Italia (accusa che lo ha visto finire in carcere dopo una latitanza di quasi un mese) ed è attualmente sotto processo per il tentativo di scalata alla Lazio ai tempi della cordata guidata da Long John Chinaglia.

Sull’altro versante poi Marione Corsi sembra trovarsi sempre in mezzo quando il capo di questa nuova cupola capitolina spiega come si muovono gli affari del clan legati al mondo della politica e dei colletti bianchi. Corsi e Carminati, d’altronde sono amici di vecchia data: un’amicizia nata dalla comune frequentazione attiva nei Nuclei Armati Rivoluzionari dove Marione si ritaglia uno spazio importante finendo in una serie di processi su omicidi neri a cavallo tra i ’70 e gli ’80 commessi tra Roma e Milano e da cui si tirerà fuori tra assoluzioni e archiviazioni per insufficienza di prove. Corsi però è un uomo dalle mille vite e archiviata la lunga militanza nell’eversione di destra, comincia a imporsi tra i capipopolo della curva Sud, nel gruppo dei Boys, che proprio in quegli anni completa il percorso che la porterà a destra. Dalla sud alla radio il passo e breve e Marione, l’uomo con il passato pesante e dalle amicizie importanti, diventa una delle voci della Roma. Conduce un programma radiofonico seguitissimo e si aggiudica anche qualche premio. Ma nonostante gli anni siano passati i modi di Marione sono rimasti simili e dalla sua postazione dietro il microfono partono bordate che infiammano l’etere e che costano allo speaker anche una serie di denunce da parte di numerose testate giornalistiche. Una vita veloce quella di Marione, scovato spesso dagli inquirenti accanto all’amico Carminati con cui oltre a ricordare il passato, chiacchierava di nomine, rimpasti e guai giudiziari.

Fonte: IL TEMPO (V. IMPERITURA)

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