Rassegna Stampa

Caro Salah, ora non nasconderti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-10-2015 - Ore 07:47

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Caro Salah, ora non nasconderti
LA REPUBBLICA FIRENZE - CALABRESE - Caro Mohamed, eccoci qui. Sinceramente speravamo di non rivederti più, invece oggi torni al Franchi da traditore. Dicono che Garcia stia pensando di non farti giocare per evitarti i fischi. Che figuraccia faresti. Sarebbe come ammettere che non hai carattere. E forse è vero visto come ti sei comportato a Firenze. Vedi Salah, i tifosi viola non ti rimproverano di essertene andato, tanti lo hanno fatto prima di te, la tua colpa è di aver fatto finta di niente fino alla fine e di aver lasciato nei guai la Fiorentina. Hai detto a mezza città che te ne saresti andato, ma hai dimenticato di dirlo ai dirigenti viola. E lascia stare la storia del licenziamento di Montella, non ci ha creduto nessuno che te ne sei andato per quello. Anche perché avevi già deciso tutto da almeno tre mesi, però non hai avuto il coraggio di parlare chiaro. Quella mancanza di coraggio che oggi potrebbe metterti a sedere in panchina. Costretto a nasconderti per evitare la contestazione, non è il massimo. Forse nemmeno tu ti aspettavi tanto clamore intorno al tuo ritorno, ma nei pochi mesi che sei rimasto con noi dovresti aver capito come siamo fatti. Non ci piace chi ci prende in giro.
Sousa ha detto che l’indifferenza a volte è un’arma più forte dei fischi. Ma vedi, esimio Mohamed, l’indifferenza non è nel nostro Dna, come nel tuo non c’è la correttezza. Sei scappato da Firenze dopo che la città ti aveva praticamente adottato. Ti abbiamo tirato fuori dalla cantina del Chelsea e ti abbiamo dato un’opportunità. Tu con noi hai ricominciato a sorridere. Hai ritrovato la voglia di giocare a calcio. Ti sei sentito di nuovo importante. Abbiamo riempito di selfie la città, ti abbiamo coccolato come i campioni veri e tu, per ringraziarci, alla prima occasione te ne sei andato. Non hai nemmeno avuto il coraggio di spiegare, lo hai fatto fare ad altri. Più arroganti di te. E adesso eccoci di nuovo insieme. Tu da una parte (quella sbagliata) e noi dall’altra. In un pomeriggio dove il calcio conta più dei fischi, che comunque ci saranno. Perché Firenze non dimentica. Ti ama e ti odia (se la tradisci) con la stessa intensità. Che delusione sei stato, Mohamed. Avevamo inventato anche una pizza col tuo nome, e sul portone di casa tua abbiamo inciso parole di affetto. La tua maglietta è andata a ruba, poi tu ci hai rubato i sogni e l’incantesimo è svanito.
Abbiamo applaudito il giocatore, oggi fischieremo l’uomo. Senza rimpianti, ma con un bel po’ di rabbia. Se poi andrai davvero in panchina, godremo ancora di più. Spinto fuori da te stesso mentre Firenze è già andata oltre. E stasera te ne accorgerai, caro Mohamed. Noi esistiamo anche senza di te mentre tu, senza di noi, oggi potresti non giocare.

Fonte: LA REPUBBLICA FIRENZE - CALABRESE

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