Rassegna Stampa

Carte che scottano in Lega Pro, Macalli va da Palazzi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-10-2014 - Ore 12:35

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Carte che scottano in Lega Pro, Macalli va da Palazzi

 C’è un dossier che scotta, non si sa quanto propriamente attribuito al direttore generale uscente della Lega Pro Francesco Ghirelli, che è finito sul tavolo del Procuratore federale Stefano Palazzi. Ce lo ha portato in tutta fretta Mario Macalli, che della Lega Pro è presidente e che con la Procura federale ha altre poco piacevoli frequentazioni, visto come sarebbe ormai imminente il suo deferimento sul «caso Pergocrema», vecchia storia in cui si parla di marchi dai quali Macalli avrebbe fatto meglio a girare alla larga.

Tornando al dossier, il contenuto è secretato ma Palazzi, che entro la fine del mese sarà confermato nella carica fino al termine del quadriennio olimpico nonostante nel frattempo sia diventato a Napoli presidente del Tribunale d’appello militare (complimenti), è già al lavoro per vederci più chiaro. Per la Lega Pro, dopo liti e divorzi, sono giorni difficili: c’è una grana affiorante che riguarda la sontuosa sede di Firenze, acquistata a suo tempo tra squilli di fanfare e fiore all’occhiello della gestione Macalli, che non si capisce bene se per superficialità, disattenzione o dolo, sarebbe al centro di un problema i cui contorni sono ancora tutti da definire. Ci sarebbe di mezzo un precedente fallimento, evidentemente sottovalutato all’atto dell’acquisto, e un curatore fallimentare che ora intenderebbe battere cassa. Balla qualche milione di euro, che per quel calcio non sono bruscolini.

Quanto a Palazzi, qualche cambiamento dovrebbe intervenire nell’organico dei suoi vice, con la speranza che le pratiche prendano a marciare con maggiore speditezza rispetto al passato. La prova del nove a stretto giro di posta: l’indagine su Lotito, che in Lega aveva riservato a Marotta una battutaccia offensiva, è stata completata, si aspettano solo le sue controdeduzioni nel rispetto dei diritti della difesa rinforzati dal nuovo codice di giustizia, poi le conclusioni. Deferimento scontato e si spera rapido. Con buona pace dei giornalisti «categoria non apprezzabile» (ma dall’udito finissimo), come dichiarato ieri dal presidente della Lazio. «Sono felicissimo che il presidente Tavecchio abbia mandato questa lettera ufficiale alla Fifa, dal giorno in cui sono stato eletto ho sempre sostenuto che bisogna portare la tecnologia nel mondo del calcio».

Così Malagò (ieri a Caserta, poi a Napoli, poi a Bergamo, oggi e domani a Milano, lunedì a New York!) l’altra sera sulla moviola in campo e l’importante disponibilità della Figc a fare del campionato italiano terreno di sperimentazione per il 2015-16. Il presidente del Coni, che chissà perché gode di maggiore visibilità quando di Tavecchio sembra parlare maluccio, ha mostrato di essere al fianco del numero uno del calcio sulle cose che contano davvero. Fino a che punto, lo diranno la doppia Giunta Coni e il Consiglio Nazionale del 28 ottobre che metteranno la parola fine alla questione contributi Coni 2015. Chi si aspetta la spoliazione della Federcalcio dovrà probabilmente rassegnarsi a un «prelievo» non superiore ai 15 milioni (dei 62 attuali), meno della metà di quanto auspicavano i più golosi e rumorosi tra gli altri presidenti di federazione. E se alla fine il maggiore beneficiario della redistribuzione fosse la pallavolo del silente Magri?

Fonte: Gasport

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antonio lecco 12/10/2014 - Ore 02:01

sarebbe ora che la procura federale tiri fuori tutte le denunce sicuramente impolverate e non poco visto che per due anni e mezzo hanno fatto è stato silenzio assoluto sul caso del fallimento del pergocrema e si sono risvegliati solo dopo le indagini accurate e eccezzionali fatte dalla procura di firenze in persona del sostituto procuratore BOCCIOLINIe dalle indagini accurate e ben gestite dalla guardia di finanza della procura della repubblica di firenze. è ora che questo calcio italiano torni ad èssere rappresentato da persone non arroganti e che cercano solo di fare i propri affari distruggendo societa calcistiche della propria citta registrando i marchi a proprio nome e dimenticandosi il ruolo che ricoprono ( anzi lo sa benissimo ma se ne sbatte) all interno del sistema calcio! MACALLI NE HA COMBINATE TROPPE CON IL TUO SISTEMA ARROGANTE E PIENO DI SE! SAREBBE ORA CHE LA GIUSTIZIA FEDERALE (PALAZZI) NON ABBIA PAURA DELLE PRESSIONI DEL PALAZZO e di personaggi che vedi tribuna dello stadio di palermo ti ................ tirale fuori qulle denunce che hanno depositato due anni e mezzo fa su mario macalli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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