Rassegna Stampa

Cataldi e Florenzi scoprono un batticuore da romani

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-04-2016 - Ore 07:28

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Cataldi e Florenzi scoprono un batticuore da romani

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Trenta chilometri l’uno dall’altro, che non bastano da soli per raccontare Danilo e Alessandro, quartiere Ottavia e Vitinia, lì dove sono cresciuti i nuovi romani del derby. Cataldi e Florenzi, a voi questo Lazio-Roma. Trenta chilometri per ritrovarsi, oggi ore 15, nello stesso stadio. Appuntamento con una prima volta, non c’è niente di banale. Non è banale il primo derby da titolare del centrocampista della Lazio, lui che all’andata rimase in panchina per tutto il match e che nel maggio 2015 entrò in campo solo nel finale. Oggi no. Oggi Pioli lo sceglie dall’inizio. E qui sembra una parte per il tutto. Sembra la chance di una svolta per una stagione così così, come in fondo lo è per la Lazio in generale. L’Under 21, nei giorni scorsi, ha restituito almeno un po’ di serenità. È che a Cataldi manca il salto. Manca la conferma mai trovata, dopo un campionato — l’ultimo — in cui pareva essersi aperto le porte del Paradiso.

ricordi vivi Ma che la strada sia tortuosa lo dimostra pure Florenzi, che a un certo punto della stagione pareva finito dentro un frullatore di cambi ruolo che gli toglieva certezze. Una volta alto, un’altra basso: Florenzi era diventato come la Pasqua. Ora gli è tornato il sorriso sul volto. Perché tra due mesi sarà papà. E perché ha capito che, frullatore o no, lui per la Roma è diventato giocatore centrale. Tanto centrale che oggi, salvo sorprese last minute targate De Rossi, giocherà il suo primo derby con la fascia al braccio. Segno dei tempi. Che scorrono via veloci. Però lo spazio per i ricordi si trova sempre. C’è quello del 5 giugno 2012, una semifinale scudetto Primavera vinta da Cataldi proprio contro la Roma. C’è pure la linguaccia di Florenzi rivolta a Lulic nel derby di novembre, quando la vittoria era ormai cosa fatta. Ma oggi si riparte da zero. Di quei 30 km neppure l’ombra.

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