Rassegna Stampa

Centri sportivi nelle periferie, paga la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-08-2014 - Ore 10:02

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Centri sportivi nelle periferie, paga la Roma

Un progetto per avvicinare allo sport i ragazzi delle periferie romane, realizzando sei centri sportivi in altrettanti quartieri considerati “a rischio”. L’idea è nata lo scorso venerdì mattina, fuso orario di New York, quando il sindaco Ignazio Marino e il presidente della Roma James Pallotta hanno discusso di tutti gli aspetti legati al nuovo stadio di Tor di Valle. Prima della stretta di mano, dal primo cittadino è arrivata la proposta che ha fatto brillare gli occhi del patron giallorosso: «Perché non portare nuove strutture sportive anche a chi non vive in centro?». Via libera immediato dal club di Trigoria. L’assessore all’urbanistica Giovanni Caudo, quello allo Sport Luca Pancalli e il presidente della commissione Sport Svetlana Celi a inizio settembre convocheranno i presidenti dei municipi più periferici e ne ascolteranno le proposte. Così saranno individuati i progetti da realizzare nei pressi delle scuole dei quartieri più “difficili”. Si stima che i sei interventi dovrebbero costare un minimo di 3 milioni e 600 mila euro alla Roma, che potrebbe coinvolgere gli sponsor a cui è legata, magari marchiando con il proprio stemma gli impianti che si troverà a costruire da zero o a ristrutturare. Non solo calcio: nelle idee di Marino e Pallotta ci sono anche strutture per basket, volley e pattinaggio. «Siamo contenti che la Roma abbia accettato — spiega il sindaco — per noi interesse pubblico è anche la qualità della vita dei cittadini, dei bambini che vivono in periferia». Il progetto si inserisce nella road-map che porterà alla costruzione nel nuovo stadio. La prima pietra sarà posta a inizio 2015, mentre i costruttori dovrebbero ottenere il via libera del Comune entro il 3 settembre con una delibera di giunta che dichiarerà di “interesse pubblico l’opera. Per ottenere il nullaosta del Campidoglio, però, la Roma dovrà prima presentare il nuovo studio di fattibilità. Parola, quindi, alla Regione, che dovrà esprimere la propria valutazione ambientale e strategica. A quel punto prenderà il via la conferenza dei servizi e per il verdetto si dovranno attendere 180 giorni. Quindi, ultimo passaggio in giunta regionale e in Comune. Per individuare una deadline, invece, c’è bisogno di un indovino: lo stadio dovrebbe essere pronto per il novantesimo anniversario della Roma, entro luglio del 2017. Ma Pallotta ha fretta e vorrebbe anticipare l’ inaugurazione. R presidente giallorosso vuole che a dare il primo caldo a un pallone nel nuovo impianto sia Francesco Totti, a costo «di portarlo in spalla in campo».

Fonte: LA REPUBBLICA - D’ALBERGO

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