Rassegna Stampa

Chiamateli leader senza frontiere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-11-2015 - Ore 07:01

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Chiamateli leader senza frontiere

Una Evra, l’altra Digne. Nelle intenzioni di Didier Deschamps, c.t. della Francia, la fascia sinistra della sua nazionale avrà due padroni diverse nelle amichevoli – di assoluto prestigio – di stasera e martedì prossimo, contro la Germania di Rüdiger (a Parigi) e Inghilterra (a Londra). Fosse per Digne, le farebbe entrambe. D’altronde, uno dei motivi per cui ha scelto con così tanta forza la Roma è proprio la possibilità di far parte del gruppo per l’Europeo che la Francia giocherà in casa. Dopo 3 mesi di Roma, la missione è a buon punto: Deschamps ha ripreso a convocarlo con regolarità («è tornato in ottima forma», ha spiegato), e per Garcia è ritornato ad essere quello che era a Lille, cioè indispensabile. 
INVULNERABILE - Se oggi Digne ha archiviato la tanta panchina dei due anni parigini il merito è soprattutto del tecnico che lo ha scelto e voluto con tanta forza, convincendo anche Sabatini, che lo coccola e dice che «può giocare anche 40 partite», stupito anche lui di come il francese sia diventato imprescindibile per la squadra. Da quando è arrivato, quindi da dopo la prima giornata di campionato a Verona, Digne ha giocato 10 partite su 11 in campionato – out solo col Frosinone – e 4 su 4 in Champions. Quattordici partite su 15 disponibili, senza mai essere sostituito, venendo ammonito 3 volte (contro Samp, Inter e Lazio), segnando un gol al Carpi, fornendo ai compagni 3 assist, e mettendo insieme in sole 2 competizioni 1260’ mentre in totale, la scorsa stagione, ne aveva totalizzati 2.024 in 5, senza peraltro mai trovare la via della rete. «Finalmente mi sento di nuovo importante», ha ammesso Digne qualche settimana fa, parlando della sua rinascita in una città che lo ha conquistato (vive a Casalpalocco, non di rado capita di vederlo mangiare in riva al mare) e in un club che, a 22 anni, gli ha restituito fiducia e serenità. 
REBUS FUTURO - Tutto bello, dunque? Per ora sì, almeno fino a giugno. Perché il futuro di Digne è incerto: il Psg lo segue con attenzione (già un paio di volte osservatori del club sono venuti a vederlo all’Olimpico) e non esclude di riprenderlo, soprattutto se dovesse andare via Blanc, la Roma sta decidendo cosa fare visto che, dopo i 2.5 milioni del prestito, ne servirebbero almeno altri 10 per acquistarlo a titolo definitivo. Anche il parere del ragazzo conterà molto: al contrario di Szczesny, non vede il Psg come la sua seconda casa e non avrebbe problemi a lasciarlo del tutto. Senza rimpianti. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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