Rassegna Stampa

Chiellini? Prandelli resta juventino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-05-2014 - Ore 07:59

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Chiellini? Prandelli resta juventino

Che il codice etico della nazionale fosse una farsa si era capito da tempo. Ma stavolta Prandelli si è superato. Il Giudice Sportivo applica la nuova «legge Destro» e dà tre giornate di squalifica attraverso la prova tv a Chiellini per un fallo (gomitata a Pjanic) visto ma valutato male dall’arbitro. E il ct che fa? Si porta lo juventino al Mondiale: oggi il nome del difensore bianconero sarà regolarmente inserito nella lista dei 30 pre-convocati per il Brasile, insieme, fra gli altri, a quelli di Pepito Rossi e dello stesso Destro.

 

«Ho visto e rivisto l’azione: per me non è un gesto violento» dice Prandelli, che durante l’ultimo stage aveva avvisato gli azzurri: se sbagliate, niente Mondiale. Ma Chiellini, ai suoi occhi, non ha fatto nulla di grave.

 

Una lettura opposta a quella data dal giudice. Dopo la segnalazione della Procura federale, Tosel ha esaminato le immagini di Sky traendo la conclusione che il colpo di Chiellini sul volto di Pjanic al 12’ della ripresa di Roma-Juventus rientra nella cosiddetta «condotta violenta» e va quindi sanzionato con tre turni di stop come accaduto ad esempio a Destro. Anche in questo caso, come Massa a Cagliari, l’arbitro Russo ha fischiato una punizione a favore della Roma, ma senza mostrare al difensore di Conte il secondo cartellino giallo. Interpellato ieri dal giudice, come da prassi il direttore di gara, in due separate email, ha prima spiegato di aver «visto e quindi sanzionato tecnicamente» Chiellini «che impediva la corsa» di Pjanic, in barriera, verso il pallone «creando ostacolo con il corpo»; poi ha aggiuntodi «non aver visto» il contatto tra il gomito sinistro del bianconero e la faccia del romanista, che tra l’altro ha perso sangue. Chiellini si era difeso parlando di uno «schema» simile ai blocchi nel basket, ma, per una volta, ha pagato a caro prezzo la sua gomitata: salvo ricorsi accolti, salterà l’ultima partita di questo campionato e le prime due del prossimo. Ma in Brasile ci andrà.

 

Detto che ormai il campo d’applicazione della prova tv si è allargato per correggere gli errori degli arbitri e non più solo per sanzionare quello che non potevano vedere, qualcuno tra Tosel e Prandelli sbaglia. «Massimo rispetto per la giustizia sportiva – ha proseguito il ct – ma sono due canali diversi, come ho sempre detto. Per me l’azione non rientra in una gestualità violenta, non ha alzato il braccio per fare male. Io sono responsabile dei nostri comportamenti, quindi per me non è un gesto violento».

 

Insomma il codice etico vale a seconda delle interpretazioni del ct. Vallo a spiegare a De Rossi, cacciato dalla nazionale per la terza volta in carriera dopo aver rifilato una manata a Icardi. Vallo a spiegare a Destro, escluso addirittura dai test fisici di Coverciano dopo lo scontro con Astori. Vallo a spiegare a Criscito, lasciato fuori dagli Europei per un presunto coinvolgimento nel calcioscommesse (poi rivelatosi infondato per la giustizia sportiva), a differenza di Bonucci che era più o meno nella stessa situazione.

 

Prandelli ha un occhio di riguardo per gli juventini? A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina: Osvaldo, prestato dal Southampton alla Juve dopo aver rifilato un pugno a un compagno di squadra, in nazionale ha continuato ad andarci. Come Balotelli, che non veste bianconero, ma per un motivo o per l’altro non viene sottoposto al codice etico.

 

«Se mi aspetto critiche? Sono quattro anni che ci sono polemiche sul codice etico – chiude Prandelli – ma se vogliamo tornare all’origine, nessuno ha fatto polemiche quando in Inghilterra diedero due giornate a Balotelli, io ero presente a Manchester, avevo visto l’azione, non la reputai violenta e lo convocai». Appunto.

Fonte: Il Tempo – Alessandro Austini

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