Rassegna Stampa

Cina e Usa, ora Pallotta può scegliere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-04-2014 - Ore 09:40

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Cina e Usa, ora Pallotta può scegliere

James Pallotta è indubbiamente il presidente e l’azionista di riferimento  della Roma, ma l’assetto societario si è andato complicando in queste ultime settimane. Secondo quanto riportato questa mattina dal Corriere dello Sport, si è aggiunto un nuovo nome, lo Starwood Capital Group, che ha acquistato una quota di minoranza dell’AS Roma SPV LLC. Starwood è un’azienda che gestisce 23 miliardi di attività. Oltre che di investimenti si occupa tra l’altro di immobili e tra le società controllate ha il celebre marchio di alberghi di alta gamma, Sheraton e cose simili. L’interesse dei nuovi investitori statunitensi per la Roma sta essenzialmente lì, nella possibilità di entrare a piedi uniti nell’affare del nuovo stadio, il cui progetto definitivo – cioè quello su cui il Comune dovrà pronunciarsi nel giro di 90 giorni – sarà consegnato agli uffici competenti prima di Pasqua, nelle intenzioni martedì o mercoledì. Dall’altra parte, c’è l’interesse dei cinesi. Chen Feng sta tuttora trattando con Pallotta e con Unicredit l’acquisto del 31% della Roma che appartiene alla banca. L’intenzione di Feng è diventare comproprietario della Roma e deciderne le sorti, la Starwood invece è semplicemente entrata in società con Pallotta. La differenza è sottile e sostanziale. Il nuovo socio non prende direttamente potere all’interno di Trigoria, ma, attraverso un membro del consiglio che va ad aggiungersi a Pallotta, Ruane, D’Amore e Di Benedetto, avrà voce in capitolo nelle scelte strategiche. A Pallotta, impegnato nella ricerca prima dei 300 milioni necessari a costruire lo stadio e poi dei 700 milioni che servono per le infrastrutture, va benissimo. Non è dato sapere quanto sia consistente la fetta azionaria acquistata dalla Starwood o quale sia la cifra dell’investimento del gruppo sul progetto stadio. E’ esplicito invece il fatto che gli statunitensi si aspettano grandi cose dalla «zona circostante, dedicata all’intrattenimento» e pensano magari ad accrescere la ricettività alberghiera. Proprio gli aspetti sui quali l’amministrazione pubblica intende mantenere la più severa sorveglianza.

Fonte: Corsport

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