Rassegna Stampa

Cinque icone provano a guarire il mal d’attacco dell’Italia «Il futuro? Immobile e Destro»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-07-2014 - Ore 08:36

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Cinque icone provano a guarire il mal d’attacco dell’Italia «Il futuro? Immobile e Destro»

Cinque icone per cinque yuppies dell’area di rigore. Gigi Riva (35 gol in nazionale), Spillo Altobelli (25), Ciccio Graziani (23), Sandro Mazzola (22) e Pablito Rossi (20), un parterre de rois da 125 reti azzurre, fanno la Tac alla disfatta mondiale dell’Italia di Prandelli. In questa chiave non v’è dubbio che il senso del nostro fallimento stia tutto nella sterile pochezza dell’attacco. Zero conclusioni (o quasi) contro Costa Rica e Uruguay suonano infatti come una messa da requiem in memoria del nostro calcio. 
Dove eravamo rimasti e da dove dobbiamo ripartire? «Innanzitutto dalle due punte: in Brasile le abbiamo viste soltanto nel momento della disperazione» (Mazzola). In effetti… «Come è possibile che un giocatore come Immobile, che in campionato ha segnato 22 reti da tutte le posizioni, sia rimasto in panchina con la Costa Rica nonostante fossimo sotto di un gol?» (Graziani). E poi, forse, servirebbe un tipo di calcio un po’ meno ingessato visto che il famoso tiki taka con cui avremmo dovuto scimmiottare la Spagna (quella dei tempi d’oro però) si è rivelato una bolla di utopia: «Siamo stati carenti nel gioco, abbiamo avuto poca qualità e non abbiamo mai tirato: la Costa Rica ci ha fatto un mazzo così, non è possibile» (Paolorossi). 
Le due punte, allora. Da qui si ricomincia. E la coppia su cui puntare senza tentennamenti è quella composta da Ciro Immobile e Mattia Destro. Nomination quasi unanime. Il capocannoniere dell’ultimo campionato (ora finito a Dortmund) è reduce da un Mondiale con il freno a mano tirato ma le attenuanti generiche non gli mancano. «Per lui era in pratica l’esordio in nazionale e quindi non fa testo: avrà sofferto la tensione, non avrà dormito di notte» (Gigiriva).Destro, al contrario, sembra non filarselo nessuno: difficile trovare il suo nome nelle formazioni possibili della nuova Italia. «Credo che lasciare a casa questo ragazzo sia stato uno degli errori più evidenti di Prandelli» (Mazzola). Ecco dunque le motivazioni di chi dice Immobile & Destro: «Anche se forse sono sempre i migliori, non possiamo più pensare a Toni, Di Natale e Gilardino. Destro e Immobile invece hanno l’età giusta» (Paolorossi). «A Immobile manca forse l’esperienza ma l’esperienza la fai solo giocando, Destro è uno di cui ti puoi fidare» (Altobelli). «Si tratta di due ragazzi che segnano, mi paiono un buon abbinamento» (Gigiriva). «Destro sa fare un po’ di tutto in area, non dà riferimenti ai difensori: con Immobile si sposa bene» (Mazzola). Ad andare controcorrente è Graziani: «Destro è un animale da area di rigore, un po’ come Gilardino e Pippo Inzaghi: lo vedrei bene in coppia con Pepito Rossi, attaccante di grande intelligenza». E Balotelli? Come ci si dovrà regolare con l’ex SuperMario? «Va convocato comunque, nel gruppo ci deve essere: il calcio lo conosce». (Mazzola). «È imprevedibile, può risolvere la partita in ogni momento: però non gli regalerei niente, gioca se merita» (Altobelli). «Teniamolo in stand by, la nazionale se la deve guadagnare: serve più continuità» (Paolorossi). «Deve mettersi in testa di fare il calciatore, ma per me Mario non si tocca. Fossi in lui eviterei i locali al neon» (Gigiriva). «Quando lo dobbiamo bastonare, bastoniamolo ma non diamo sempre la colpa a lui: un altro tentativo di recuperare questo ragazzo va fatto« (Graziani). Immobile, Destro e Balotelli. E poi, a seguire, i più funzionali a completare l’artiglieria della nuova nazionale sembrerebbero essere Giuseppe Rossi e Domenico Berardi. «Pepito è il migliore attaccante che abbiamo avuto negli ultimi anni: se torna quello di prima…» (Gigiriva). «Rossi va coinvolto: speriamo torni quello di una volta» (Paolorossi). «Se Rossi sta bene io non lo mollerei mai» (Mazzola). «Teniamo sotto osservazione Berardi, vediamo come cresce» (Graziani). «A me Berardi piace: questo è il momento giusto per inserirlo nel gruppo azzurro per poi vedere a che livello arriverà» (Mazzola).

Fonte: corsera (A. Costa)

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