Rassegna Stampa

Cinque storie da Brunico: racconto n. 3: "La principessa Elisabetta e sua maestà Francesco Totti"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-07-2013 - Ore 10:15

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Cinque storie da Brunico: racconto n. 3:

Marzio Gestra - Eccoci qua con la terza delle nostre storie da Brunico. Questa inizia proprio come una favola: C’era una volta una bellissima principessa che aveva appena dodici anni. Nel suo regno, nascosto fra le dolomiti, erano giunti tanti viandanti a tinte gialle e rosse. Allestito un anfiteatro di colori, feste e giochi, la giovane coronata scese a valle per vedere con i suoi occhi così tanto divertimento.

 

Giunta a destinazione, scortata dai suoi genitori, venne a conoscenza di come tutti i ragazzi della sua età si divertivano, passando le loro giornate giocando tutti insieme con uno splendido attrezzo di forma sferica chiamato: “pallone”. Quasi inenarrabile l’euforia di tutti quei ragazzi che ordinati e schematici correvano dietro a quella palla diretti da maestri giunti da lontano.

 

La richiesta della giovane principessa fu istantanea e inamovibile: anche lei avrebbe partecipato a quel divertentissimo evento. Aveva già sentito parlare di quel gioco chiamato calcio e di quella sfera chiamata pallone, ma vederlo li davanti ai suoi occhi fece intravedere ben oltre alla giovane ragazza.

Chiese subito come poter unirsi a quel diletto e la condussero da questa sorta di cerbero che chiameremo segretario dei Campus. Quando tale custode si trovò di fronte la giovane principessa provò a spiegarle che tale gioco non prevedeva la partecipazioni di giovani e delicate donne. A tale insinuazione la biondissima fanciulla chiese con dolcezza al burbero segretario come potere risolvere tale situazione e che quello era ciò che voleva di più al mondo. Quasi ipnotizzato dallo sguardo dolcissimo della ragazza il custode non poté far altro che assecondare il volere della giovane donna. La prima tra l’altro a calcare quel campo da gioco, ma non l’ultima, infatti anche altre bambine presero coscienza e vollero partecipare con la giovane principessa.

 

La notizia girò veloce per tutto il paese e quel giorno si presentò al campo sua maestà Francesco Totti che alla vista della giovane principessa e di tutti quei ragazzi festosi e divertiti chiese di essere immortalato con i suoi piccoli discepoli festosi. Ultimato il dipinto, Francesco, si recò proprio dalla bellissima principessa e le si rivolse così “grazie principessa”. La piccola eletta scoppiata in lacrime per la gioia e la felicità andò a cercare con piglio deciso quel cerbero che aveva consentito tutto ciò. Appena trovato così gli si rivolse “grazie umile servitore, per avere reso perfetto questo giorno. Dopo essere stata immortalata con sua maestà Francesco Totti, ora vorrei anche un nostro di ritratto”. Il semplice segretario, messo allo stesso livello dell’illustrissimo signore di Roma da una vera principessa, non potè non commuoversi. E anche lui non poté far altro che dirle “Grazie principessa”.

 

Questa non è assolutamente una storia inventata nè tanto meno gli eventi qui riportati sono frutto della mia immaginazione. E' semplicemente una delle tante storie giallorosse che ho avuto il piacere di conoscere nella mia permanenza a Riscone di Brunico girovagando per il ritrovo della Roma e qui narrare sotto forma di favola moderna. 

 

 

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Elisabetta 03/08/2013 - Ore 13:38

Marco,grazie mille sei stato dolcissimo!! Non ho mai letto un articolo così bello e soprattutto così commuovente. Mentre lo leggevo mi sono messa a piangere e anche alla fine sono scoppiata un'altra volta in lacrime!! Sei stato veramente veramente un amico ad avermi fatto incontrare il grande capitano!!! Non vedo l'ora di rivederti per dirti un'altra volta grazie di cuore per tutto!!! Grazie marco!! Elisabetta.

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