Rassegna Stampa

Ciro Esposito, in visita la mamma e il Napoli Calcio. La solidarietà di tifosi e bambini

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-05-2014 - Ore 14:53

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Ciro Esposito, in visita la mamma e il Napoli Calcio. La solidarietà di tifosi e bambini

Prima di entrare in rianimazione dove è ricoverato il figlio, la mamma di Ciro Esposito è andata a trovare Gennaro Fioretti, l'altro tifoso del Napoli ferito sabato negli scontri vicino allo stadio Olimpico e ricoverato al Gemelli. «L'abbiamo visto - racconta la mamma di Ciro - sta molto male, parla ma è sotto shock». Il giovane attende di essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico al braccio destro.

La prognosi. «Il sig. Ciro Esposito, ricoverato presso il Centro di Rianimazione del Policlinico A. Gemelli, diretto dal prof. Massimo Antonelli, ha raggiunto una soddisfacente stabilità dei parametri vitali principali. La prognosi rimane comunque riservata e la condizione di criticità non risolta, nonostante si sia potuto ridurre significativamente il dosaggio dei farmaci vasoattivi. Proseguono la dialisi e la ventilazione meccanica». Così una nota del Policlinico Agostino Gemelli. 

Il Napoli calcio. «Oggi intorno alle 13 Nicola Lombardo del Calcio Napoli è venuto al policlinico per portare a Ciro e a tutti noi la solidarietà del presidente Aurelio De Laurentis». Lo ha detto all'uscita dalla camera di rianimazione, Giovanni Esposito, il padre di Ciro Esposito: «Lombardo ci ha detto che il presidente del Napoli è preoccupato e si tiene informato sulle condizioni di Ciro. Tifosi della Roma non si sono visti, ma poco importa. Io mi aspetto che siano le Istituzioni a venire qui a dire che hanno sbagliato», conclude. 

La solidarietà di un tifoso. «Genny è un ultrà umano. Non è un delinquente, è un ragazzo normale. Il padre mi pare faccia lo spazzino. Genny è il migliore ultrà che potessimo avere in curva». Lo dice Fabio, un tifoso della curva del Napoli giunto al policlinico per dare solidarietà alla famiglia di Ciro Esposito. Fabio, è un grande tifoso del Napoli e un assiduo frequentatore dello stadio: «Sabato sera ero anche io a Roma per la partita. Però non ho assistito agli scontri perché ero già ai tornelli pronto per entrare allo stadio». Aggiunge: «In curva non c'è stata alcuna trattativa, Genny è intervenuto per far mantenere la calma». 

La preghiera dei bambini romani per la guarigione di Ciro Esposito. È accaduto alla parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti, dove un centinaio di bambini di terza, quarta e quinta elementare hanno pregato ieri sera per il giovane tifoso napoletano che versa in fin di vita all' ospedale Gemelli dopo il ferimento subito prima della finale di Coppa Italia, sabato scorso.

I ragazzini, insieme con le loro famiglie, hanno partecipato all'adorazione eucaristica alla vigilia della loro prima comunione. Un evento importante e solenne per la vita delle famiglie e della parrocchia, che culminerà domenica, appunto con le prime comunioni. I bambini coinvolti nell'iniziativa sono gli stessi che quasi ogni pomeriggio si alternano al campetto dell' oratorio per giocare al pallone, vestendo le magliette della Roma e della Lazio.

Il parroco don Nunzio Currao al momento della preghiera ha voluto ricordare Ciro e ha recitato una preghiera alla Madonna seguito da tutti i presenti. «Sono andato in ospedale a visitare questo povero ragazzo ferito» ha detto il parroco, che è anche cappellano all'ospedale. Don Nunzio ha aggiunto di aver trovato Ciro «con gli occhi aperti, un mezzo sorriso. Questo mi ha rincuorato molto, ma le condizioni restano molto gravi. Ho abbracciato i suoi genitori e ho promesso loro che stasera i bambini della San Filippo Neri avrebbero pregato per lui».

Non è la prima volta che le vicende calcistiche lambiscono la vita di questa popolosa parrocchia romana al quartiere Aurelio-Boccea. L'anno scorso di questi tempi, sempre in occasione della finale di Coppa Italia, giocata da Roma e Lazio, il parroco fece una specie di referendum tra i fedeli e alla fine rinviò la processione solenne di san Filippo che, guarda caso, si sarebbe dovuta tenere proprio all'ora della partita. Anni prima invece, in occasione della finale di Champions, protagonista l'Inter di Mourinho, fu spostata la data della festa parrocchiale. 

Fonte: ilmessaggero.it

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