Rassegna Stampa

Col fiato sul collo fino alla fine

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-04-2014 - Ore 08:44

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Col fiato sul collo fino alla fine

«Non è finita» aveva detto Rudi Garcia dopo la vittoria col Sassuolo e prima quindi del netto ko della Juve a Napoli. Ieri gli ha fatto eco il dg Mauro Baldissoni che ha detto semplicemente che «sperare è legittimo». E provarci fino all’ultimo è doveroso. La Roma lo sta facendo alla grande, alla grandissima, lanciata verso il record di punti. Per ora è a quota 70, in 30 partite, tanti, tantissimi, un’enormità. Il distacco dalla vetta è ancora di 11 punti, che vincendo domani col Parma diventerebbero 8 a sette giornate dalla fine. L’impresa è ovviamente quasi proibitiva, ma tenere il fiato sul collo della Juve avrebbe comunque un significato particolare. Perché se alla fine dovessero spuntarla loro per qualche punto, nessuno potrebbe dire quello che da qualche parte si era cominciato a sentire nelle scorse settimane. Cioè che, anche al netto degli errori arbitrali, la Juve avrebbe vinto lo stesso meritatamente lo scudetto.

Al momento non è così, e la classifica stilata settimanalmente da Panorama (che non è propriamente filoromanista) è lì a testimoniarlo. Guardarsi dietro? No, non ora. Anche se De Laurentiis promette un premio per il secondo posto («l’ho concordato con la squadra, abbiamo la possibilità e il dovere di provarci»). Guardare solo avanti. L’obiettivo è quindi di stare col fiato sul collo della Juventus, darle fastidio fino alla fine, farglielo sudare come non mai. E al tempo stesso stare guardare cosa sono capaci di fare lì davanti, vedere se le difficoltà palesate nelle ultime giornate e camuffate dai risultati (almeno fino a domenica sera) avranno un seguito. Certo, il calendario non è di quelli da far tremare le gambe dei giocatori bianconeri. Delle sette partite rimanenti alla squadra di Conte, 4 sono sulla carta facilissime: quelle contro Livorno, Bologna, Sassuolo e Cagliari. Meno agevole la trasferta di Udine e il match casalingo contro l’Atalanta. E poi lo scontro diretto che, come premessa di qualsiasi tipo di conteggio, bisogna considerare che la Roma vinca. All’andata fu 3-0 per la Juve.

Quindi per ritrovare il vantaggio (in caso si finisca a pari punti) la Roma dovrebbe farne 4. O forse ne basterebbero 3. Perché a quel punto subentrerebbe la differenza reti. Per il momento la Juve è a + 45, la Roma a + 43. Ad oggi, dunque, con una vittoria per 3-0 nello scontro diretto la Roma sarebbe avanti nella differenza reti. E poi c’è il fattore Europa League, il peso che può avere sulle gambe di Tevez e compagni la doppia sfida nei quarti contro il Lione e quelle eventuali in semifinale. Non tanto sul prossimo turno, quando allo Juventus Stadium arriverà il Livorno che non sembra rappresentare un ostacolo anche dopo le fatiche di Coppa. Quanto dopo la partita di ritorno, quando la Juve andrà a Udine. In caso di semifinale le partite successive a quelle europee saranno contro Sassuolo e Atalanta. E la ancor più eventuale finale? Dopo Roma-Juve e prima dell’ultima giornata contro il Cagliari. Ma tutto questo succederà il 18 maggio, tra un mese e mezzo, ora c’è il Parma, altri tre punti da prendere per andare a meno otto. Perché non è finita, perché non deve finire fino alla fine.

Fonte: IL ROMANISTA - GIANNINI

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