Rassegna Stampa

Comanda Alisson, la Roma gli affida il pass Champions

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-08-2016 - Ore 06:12

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Comanda Alisson, la Roma gli affida il pass Champions

LA GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Mettiamola così: se la Roma approccia al playoff Champions con la serenità di risultati confortanti – saranno pure amichevoli, ma perdere è sempre il peggiore dei mali – è anche grazie a un ragazzone brasiliano di 23 anni che è riuscito in un’impresa grande così. È riuscito, Alisson Becker, a far concentrare i curiosi più sulle sue parate che sul colore della maglia da gioco, un giallo fluo in stile Miami o Ibiza, fate voi. Fa tutto lui, invece, in porta. Contro il Liverpool prima, contro il Montreal Impact poi, Alisson ha messo in fila una serie di parate, interventi e giocate con i piedi decisamente non banali, molto più che decisive, senza dubbio assai esplicative delle sue qualità. Dire che ha convinto Luciano Spalletti è sintesi giornalistica che lascia poco all’immaginazione. Alisson ha fatto di più. Si è presentato al mondo Roma, anche a quelli che ritenevano mal gestiti quegli 8 milioni di euro serviti per strapparlo all’Internacional di Porto Alegre.

Crescita rapida C’è la firma di Walter Sabatini sull’acquisto di Alisson. C’era il pressing della Juventus, che dopo un giro d’orizzonte – peraltro non ancora terminato – per invididuare il dopo Buffon, aveva intravisto in Alisson il portiere del domani bianconero. Sarà, invece, solo quello del domani giallorosso. Anzi. Ecco la novità. Alisson è il portiere del presente. Perché il ballottaggio con Szczesny va considerato aperto, com’era nei desideri di Sabatini e della Roma tutta fin dalla scorsa primavera. Di più: se c’è un portiere in vantaggio oggi per disputare il playoff Champions, questo è proprio il brasiliano che da un mese si allena con i compagni, ha instaurato un feeling con il gruppo all’interno dello spogliatoio, ha colpito per personalità e ha subito recepito le volontà di Spalletti sulle modalità del gioco con i piedi. «Dobbiamo essere contenti, abbiamo visto qualcosa di buono da parte di Alisson – ha detto l’allenatore –. Abbiamo due portieri forti, non so chi sarà il titolare, dipenderà da loro. E io devo stare attento a essere corretto. Alisson ha fatto vedere di essere cresciuto con la gestione del pallone con i piedi, di essere forte tra i pali per la sua prestanza fisica e agilità. È chiaro che ci sarà una gerarchia, perché è sempre stato fatto così».

Nuovi test Nell’immediato Alisson, poi si vedrà. Perché Szczesny, sbarcato ieri a Roma per le visite mediche e la firma, sa di avere dalla sua un feeling consolidato con Spalletti: se ha lasciato nuovamente l’Arsenal, non è certo per fare la riserva. «Sono felice che il tecnico mi abbia voluto nuovamente a Roma, voglio vincere lo scudetto, non ho altri obiettivi», ha detto il polacco alla tv di casa. Carico a mille, senza timori e con la voglia di non farsi scappare un altro giorno di inattività. Szczesny è fermo da due mesi: all’Europeo si bloccò per un infortunio alla coscia dopo la gara d’esordio del 12 giugno. Il suo stato di forma va testato. E forse è anche per questo che Spalletti ha chiesto di organizzare altre due amichevoli prima del playoff: una a Latina (10 o 11 agosto) e una seconda sempre in Italia, così da far guadagnare minuti a tutto l’organico. E i portieri non fanno eccezione.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT-STOPPINI

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