Rassegna Stampa

Comune: che fare per gli impianti?

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-09-2016 - Ore 07:13

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Comune: che fare per gli impianti?

GAZZETTA DELLO SPORT - PASQUALI - Si fa presto a dire impianti sportivi. L’espressione contiene tutto: l’Olimpico luccicante, il Flaminio nel degrado, ma anche la più periferica delle palestre scolastiche. E poi, altra divisione fondamentale, ci sono quelli pubblici e quelli privati. Di tutto, di più. Tanto che in attesa della decisione definitiva della Giunta Raggi sulla candidatura olimpica di Roma (che da ieri sera traballa ancor di più), un gruppo di giovani ingegneri ingaggiati dal Comitato Promotore della candidatura ha censito tutte le 2221 strutture, palestre scolastiche comprese.

CAOS PALESTRE A proposito di palestre scolastiche, ieri è stata una giornata campale in Campidoglio. Commissione sport e commissione scuola si sono riunite con i gestori. Si è scoperto che ognuno dei Municipi ha percorso una strada differente: chi ha fatto un bando, chi l’ha annullato, chi ha scelto le proroghe...Con un’altra domanda in ballo: chi decide come utilizzare la scuola il pomeriggio? Il preside-dirigente scolastico o il Municipio? Fatto sta che il presidente della commissione sport, Angelo Diario, ha invitato tutti a scrivere le loro proposte (cioè i criteri ispiratori delle scelte per il futuro). Per l’immediato, l’invito rivolto ai direttori dei vari Municipi della città è quello di «rispettare le norme». La strada maestra sarà quella dei bandi.

GRANDI NUMERI Ma una cosa sono le palestre scolastiche, un’altra invece gli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale. L’ultima ricognizione sul numero delle strutture è un documento firmato proprio dai 5 Stelle, quando erano ancora all’opposizione, un anno fa, prima della caduta di Marino. Vi si parla di 162 impianti, più altri 6 «privati», che però risultano dati in concessione dal Comune. Dal conteggio, per essere chiari, sono esclusi i famosi circoli remieri tiberini perché insistendo su terreno demaniale pagano gli oneri concessori alla Regione Lazio.

DEBITI Dal documento pubblicato nel 2015 risulta che il debito pregresso nei confronti del Comune di Roma dei gestori di 122 dei 162 impianti censiti, perché di 40 non sono stati trovati dati negli uffici della Commissione Sport, è pari a 6,9 milioni di euro tra oneri concessori e rate di mutuo non versate. Ma la cifra riguarda solo gli ultimi anni. Una stima fatta sempre dai 5 Stelle un anno fa, parla, invece, di circa 40 milioni di euro.

ANZIANETà Il regolamento degli impianti è vecchio di 14 anni ed è in contraddizione con le nuove leggi sugli appalti. Diverse amministrazioni hanno provato a riscriverlo, ma sono stati sconfitti con perdite. Anzi, l’ex assessore Paolo Masini riuscì a farlo approvare dalla Giunta Marino, ma nel passaggio in Commissione Sport venne affossato da un singolare voto contrario trasversale. Un regolamento che l’Anci aveva giudicato come il più innovativo a livello nazionale e al quale si sono ispirate anche altre amministrazioni italiane. Ma che aveva provocato l’insurrezione dei gestori, che lo giudicavano troppo severo. In totale sono 115 gli anni di proroghe concesse al 2015. «Cominceremo a lavorare sul nuovo regolamento a fine mese», ha detto ieri il presidente Diario. Buona fortuna.

VALORE Ma di quale patrimonio parliamo? Più di un terzo di questi impianti sono polivalenti, poi ci sono il Flaminio, il Palazzetto, quattro stadi di atletica, l’ippodromo delle Capannelle, il nuovo Polo Natatorio di Pietralata e diversi impianti federali. Si potrebbe azzardare un valore superiore al miliardo di euro? I conti, sommando i canoni concessori, non tornano minimamente perché le casse comunali non riscuotono una grande cifra. Basta pensare che alcuni impianti pagano canoni mensili di 60, 70 euro, ovvero inferiori alla retta mensile di un solo praticante. Ma attenti perché queste cifre possono essere bugiarde. Una cosa è parlare di impianti con attività commerciali tipo ristoranti e negozi, altra di strutture con costi di manutenzione molto alti, e che aspettano i permessi per aprire un chiosco (vedi gli stadi di atletica) da decenni...

 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PASQUALI

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