Rassegna Stampa

Con l’Uruguay è dentro o fuori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-06-2014 - Ore 08:26

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Con l’Uruguay è dentro o fuori

Spalle al muro. Con la speranza che il solo fatto di starci ti costringa a dare tutto e anche qualcosa di più. Questa la situazione esistenziale dell’Italia, che questo pomeriggio alle 18 (le 13 in Brasile) si gioca contro l’Uruguay la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale. Chi vince va avanti, chi perde torna a casa. Un pareggio premierebbe l’Italia, e non è un’ipotesi da sottovalutare. Senza De Rossi, alle prese con un risentimento al polpaccio che potrebbe aver smaltito per l’eventuale gara degli ottavi, Prandelli si prepara a un’ennesima rivoluzione tattica. «Balotelli e Immobile possono giocare insieme solo in caso di emergenza». È questo il caso. L’emergenza è quella di una squadra uscita fortemente ridimensionata dalla partita contro la Costa Rica, che deve affrontare la coppia d’attacco più forte del Mondiale facendo a meno di un giocatore fondamentale, e con ogni probabilitù dovrà pure fare i conti con la pioggia, che a Natal cade battente da un giorno e mezzo. Balotelli e Immobile. Solo alla vigilia della partenza per il Brasile sembrava un’eresia, nonostante le sfavillanti condizioni di forma del neo centravanti del Borussia.

Oggi sarà cronaca, perché se c’è un modo per fare un gol in più di Suarez e Cavani è schierare il capocannoniere della Serie A accanto al milanista, che il ct considera intoccabile. «In realtà non ho mai detto che non possono giocare assieme - ha puntualizzato il ct nella conferenza stampa della vigilia -. Nel momento in cui si dovesse decidere di giocare con due attaccanti, bisogna modificare qualcosa. A volte non è il numero degli attaccanti a fare la differenza in fase offensiva, ma la capacità di essere decisivi. Abbiamo dei pensieri ma non sono ancora tutti ufficiali: fino all’ultimo voglio tenere tutti sulla corda. Immobile? È un attaccante moderno, che sa attaccare la profondità, sa giocare fuori linea, ha senso del gol in area di rigore e aiuta la squadra. Oggi per essere un campione devi avere queste caratteristiche: se te ne manca una, non sei completo. Lui ha tutto per diventare un giocatore completo». E allora via con Immobile, al debutto nel Mondiale proprio quando il gioco si fa duro.

«Uscire al primo turno sarebbe una grande delusione per me è tutta la squadra, ma questo non è un pensiero che abbiamo in testa. Ci stiamo preparando perché non accada. Ho detto ai ragazzi di credere con la massima fiducia nella qualificazione, non possiamo fare ragionamenti post gara. Siamo determinati a vincere la partita. Il pareggio? Per raggiungere un risultato positivo devi avere la mentalità di arrivare alla vittoria: non siamo in grado di scendere in campo per il pareggio. Non vorrei vedere la squadra scendere in campo e subire: se dovremo subire, dovremo essere bravi a contrattaccare subito». Due centravanti e tre difensori, tutti della Juve, visto che a Chiellini e Barzagli si aggiungerà Bonucci, con i due esterni (Darmian a destra e a sinistra il rientrante De Sciglio, anche lui all’esordio) che almeno sulla carta partiranno sulla stessa linea dei centrocampisti. Marchisio tornerà a fare l’interno, con Pirlo che in cabina di regia si dividerà il lavoro con Verratti. «Preoccupati di uscire? No, siamo consapevoli che è una partita fondamentale - ha detto Andrea Pirlo -, ma lo siamo altrettanto della nostra forza e del fatto che dipende tutto da noi. Speriamo di vedere un’Italia diversa: né quella che ha vinto con l’Inghilterra, né quella che ha perso con la Costa Rica. Speriamo di imporre il nostro gioco: nessuna squadra gioca per il pareggio e non lo faremo nemmeno noi». A Natal piove da un giorno e mezzo, la rifinitura di ieri si è svolta sotto un’acquazzone, ma i giocatori sembrano preferire l’acqua all’afa delle prime due partite: «Penso fosse più difficile giocare nel sole battente di Recife – ha detto Pirlo – Tutte le altre squadre che hanno giocato all’una hanno avuto problemi, dall’Argentina alla Germania. Sono due Mondiali diversi, uno del nord ed uno del sud». Qualunque sia il suo Mondiale, l’importante per l’Italia è che non finisca oggi.

Fonte: IL ROMANISTA - META

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