Rassegna Stampa

Conte apre al suo futuro azzurro “Orgoglioso di essere il ct, lo rifarei”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-11-2015 - Ore 08:02

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Conte apre al suo futuro azzurro “Orgoglioso di essere il ct, lo rifarei”
REPUBBLICA - CURRO' - A quasi un anno esatto dal clamoroso sfogo nel vecchio stadio di Genova - era il 18 novembre 2014, dopo l’1-0 in amichevole con l’Albania - nel vecchio stadio di Bologna Conte sembra un uomo nuovo: dice di essersi definitivamente innamorato della Nazionale. «Sono molto contento della mia scelta: la rifarei. Mi sono calato in pieno in un ruolo al quale non ero abituato. Ne sono orgoglioso: essere ct mi mette i brividi. Il tempo sarà galantuomo. E tempo ne avremo, da qui a luglio, per fare delle valutazioni, anche se so che tanto dipenderà dal risultato dell’Europeo. Ho ben presente che Prandelli, un anno e mezzo fa, firmò il rinnovo del contratto e poi fu costretto alle dimissioni, perché al Mondiale non era andata bene». Dopo 12 mesi non si sente più solo. Non adombra più, come allora, il rischio delle dimissioni. Anzi, apre alla concreta possibilità di restare sulla panchina azzurra oltre l’Europeo.
In realtà la pubblica apertura è soltanto il seguito ideale, e ancora più inequivocabile, della dichiarazione di giovedì scorso a Raisport. Se era stato molto possibilista a Bruxelles, qui, prima dell’ultima prova del 2015 con la Romania, ammette l’appuntamento in primavera con Tavecchio. A questo punto sarebbe difficile la retromarcia, come ribadisce nell’esclusiva che la Rai diffonderà stamattina. «Sono proprio contento: sento la Nazionale mia, dà emozioni agli italiani. All’Europeo daremo fastidio a tutti. Raggiungere la semifinale aiuterebbe il mio lavoro, la finale ancora di più. Mi dispiace soltanto che adesso la squadra vada in letargo». E’ la conferma dell’appuntamento in primavera con la Figc («sento tanta stima»). Ma si può resistere alla sirena del ritorno alla guida di un club? Gli avvocati delle due parti studieranno le clausole della bozza di un nuovo accordo biennale, inclusa l’eventuale uscita anticipata. La questione non sarebbe tanto di un ritocco economico (Conte guadagna 4,5 milioni netti l’anno, grazie anche allo sponsor Puma), quanto del riconoscimento del ruolo sempre più fondamentale di guida di tutto il movimento in crisi («stiamo facendo un lavoro importante in un momento non semplice per il calcio italiano »). «Spesso decidono gli episodi, come in Belgio. Se valutassimo il lavoro, daremmo giudizi diversi ». La spinta per il rinnovo del contratto di Conte è trasversale. La capeggiano i veterani della squadra, da Buffon a Chiellini, e vi si unisce Lippi, predecessore e mentore del ct, che a Mediaset si è sbilanciato. «Se Antonio restasse fino al Mondiale, sarebbe una bellissima notizia. Col Belgio, per un’ora, l’Italia è stata migliore ». Ma restano i balbettii dell’ultima mezz’ora: per verificarne l’episodicità, i cambi rispetto a Bruxelles saranno solo 3 (Barzagli per De Sciglio, Soriano per Parolo, El Shaarawy per Candreva), con l’oscillazione tra il 4-4-2 e il 3-3-4. «Il calcio propositivo è possibile, grazie a calciatori di grande apertura tattica. La Romania è uscita imbattuta dalle qualificazioni, come noi, e ha subito soltanto 2 gol». Vista da Bucarest, la realtà è meno edulcorata: il ct Iordanescu, eroe nazionale di Usa ’94 nonché senatore richiamato a furor di popolo, è alle prese con una generazione povera di talenti e incalzato dalla candidatura da ct per il 2020 del mito Hagi, che ha creato dal nulla il Viitoriul Costanza e lo ha portato al secondo posto in campionato con tantissimi giovani tra cui il figlio Ianis, 17 anni, in prestito dalla Fiorentina. L’altra vecchia conoscenza Mutu, finito a giocare in India, vorrebbe il canto del cigno a Euro 2016. Almeno 4 mila romeni constateranno stasera lo stato dell’arte.

Fonte: REPUBBLICA - CURRO'

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