Rassegna Stampa

Conte avanti con il 4-3-3, ma quanti infortuni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-06-2015 - Ore 07:11

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Conte avanti con il 4-3-3, ma quanti infortuni

LA GAZZETTA DELLO SPORT – La prima volta, forse, proprio nell’occasione più importante: venerdì a Spalato, con un bel pezzo di Europeo in ballo. Forse: Conte ci sta pensando. La prima volta – dopo aver finora aggredito le partite sempre con il «suo» 3- 5-2 – con un sistema di gioco diverso già in partenza. Quel 4- 3-3 sperimentato fin dallo stage della scorsa settimana e pure ieri, in alternativa al sistema base impostato sulla coppia Immobile-Pellè: dunque con Pellè punta centrale, El Shaarawy e Immobile esterni eCandreva a centrocampo (ma anche con Candreva, Sansone e Vazquez provati larghi). Non è detto sia una soluzione buona solo in corsa, come successe a novembre a Milano, per affrontare al meglio il 4-2-3-1 della Croazia. Mesi fa il c.t. non nascose la volontà di partire dal più collaudato 3-5-2 per arrivare a soluzioni tattiche diverse, con il 4-2-4 come frontiera finale forse utopistica: ieri ha spiegato che «un percorso di duttilità, lavorando su più sistemi diversi, è indipendente dalla gara con la Croazia. Noi siamo come sarti: la stoffa va modellata, per cucire l’abito più adatto alla squadra».

GLI STOP Indipendente dalla Croazia, forse. Meno dai problemi fisici che dopo accertamenti lo hanno privato di Barzagli (la finale di Champions, per la quale era stato in dubbio, lo ha messo k.o.) e Zaza (la lombalgia ha vinto). Conte ha chiamato Acerbi (preferito a Rossettini), ha preso atto di un dolorino a un polpaccio di Verratti (allenamento interrotto), oggi spera di riavere l’affaticato Marchisio e intanto si è fatto altri due conti. Una sua frase («il 3-5-2 resta una base importante soprattutto con tutti gli juventini a disposizione») è un indizio del possibile passaggio alla difesa a 4, dato chevenerdì non avrà né Chiellini né Barzagli. Un’altra spiega che i tre davanti sono «una strada tattica per coinvolgere giocatori come Candreva, specialista del 4-3-3 che può fare anche l’interno e l’esterno nel 3-5-2, El Shaarawy (il c.t. lo sta provando anche nei cinque di centrocampo e non esclude di impiegarlo da seconda punta, come Vazquez, ndr), Insigne, Sansone, Gabbiadini, Cerci, in futuro Berardi: tutti possono portarci qualità e imprevedibilità nella fase finale dell’azione»

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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