Rassegna Stampa

Conte avverte: «In azzurro solo chi è titolare nel club»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-09-2015 - Ore 08:19

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Conte avverte: «In azzurro solo chi è titolare nel club»

IL MESSAGGERO - TRANI - «Chi non gioca nel club, perde la Nazionale». Antonio Conte, anche con quella smorfia amara che completa da sempre il suo personaggio, è sincero con i suoi 28 convocati. Almeno 8 di loro, guardando alle ultime partite, sono rimasti fuori. In panchina o in tribuna. E, se in campo, solo nel finale. Nomi eccellenti, addirittura titolari con il ct nella prima annata della sua gestione: Sirigu, Ranocchia, Pasqual, El Shaarawy, Immobile, Zaza, Gabbiadini e, magari solo momentaneamente, il fedelissimo Barzagli. «Dispiace a me, come a loro. Ma non posso comportarmi diversamente. Per onestà e rispetto verso chi gioca». Ha salvato gli 8 per questi incontri con Malta e Bulgaria. «Ho confermato tutti, mi sono fidato. Anche perché sono state giocate solo due gare. Ma dalla prossima starò attento. Ora penso solo a prendere sei punti e mettere il timbro sulla qualificazione». 
PERCORSO OBBLIGATOL'esempio più ingombrante è Zaza, il primo centravanti dell'éra Conte che adesso è in ballottaggio con l'emergente Pellè: «Simone è stato titolare in Nazionale. Ora che è stato chiamato a Torino, dovrà dimostrare di esserlo nella Juve. Se non gioca diventa un problema». Il suo precedessore Prandelli aveva insistito proprio su questo tema per ricordare che «in Italia i giovani non riescono a crescere». L'attuale ct ha dovuto far arrivare quasi un terzo dei convocati (9) dall'estero, Pirlo e Giovinco addirittura da Usa e Canada, con il secondo costretto a tornare indietro (fastidio all'inguine) e a lasciare il posto a Insigne. La Fiorentina e l'Udinese, impegnate rispettivamente domenica scorsa contro il Torino e il Palermo, non hanno schierato italiani nella formazione di partenza: «Prandelli conosce bene i problemi. Il mio obiettivo è fare il massimo con quello che abbiamo, sfruttando le nostre risorse e senza sprecare le energie nervose. Faccio il sarto con l’abito che ho». 
LARGO AI FUORI RUOLONon si può, dunque, permettere di essere schizzinoso. Garcia ha schierato solo due italiani contro la Juve. Nella Roma, però, sia Florenzi che De Rossi hanno giocato fuori ruolo: il primo terzino destro, l'altro difensore centrale. Conte li ha ugualmente convocati (entrambi, però, tra le riserve nelle prove di 4-3-3). Anche il ct considera De Rossi come possibile cambio al centro della difesa, mentre ritiene Florenzi più utile a centrocampo. «Ho parlato con Alessandro, è contento di quella soluzione. E' chiaro che deve migliorare la fase difensiva, ma pure io, contro l'Inghilterra, l'ho fatto giocare sulla fascia destra, chiedendogli di difendere e attaccare. E' utile quando dovremo avere un atteggiamento più offensivo. Quindi mi va benissimo se occupa nel club quella posizione». Basta che giochi. Come Insigne che, con l'arrivo di Sarri, è diventato trequartista. «I miei sistemi di gioco non lo prevedono. Lorenzo, comunque, pure nel Napoli va a spostarsi sul lato sinistro, dove si trova meglio. E a me può servire lì. Abbondiamo in ruoli diversi da quello del centravanti, abbiamo più attaccanti esterni e cerchiamo di adattarci, in attesa di qualche novità o riscoperta del campionato». Non purtroppo di Rossi. «Mi piacerebbe avere Valentino proprio come esterno offensivo». Per fare l'en plein nelle ultime 4 gare. «E chiudere al primo posto».

Fonte: IL MESSAGGERO - TRANI

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